60100: “Salviamo il Tennis, meno attenzione ai contenitori e più ai contenuti”

Tombolini: “Il Comune di Ancona paga alla Regione, proprietaria dell’impianto di Pietralacroce, 400 € al mese, mentre riceve dalla società che gestisce lo stesso impianto 300 € al mese”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AnconaToday

“Mi piacerebbe che dinnanzi al caso “Centro Tennis Pietralacroce” che riguarda una gestione “allegra” di un circolo a livello economico a controbattere con un progetto serio che invece coinvolga la parte sana dello sport fosse l’Assessore allo Sport del Comune di concerto con il Presidente del Coni e il Presidente della locale Federazione Tennis rispetto a dover leggere l’appello del ristoratore, che sicuramente è la parte minore del problema.

Personalmente mi interessa più parlare di Tennis che del “circolo tennis” e i debiti prodotti da gestioni poco attente e senza i controlli necessari restino a carico di chi li ha incautamente accumulati che dovrà provvedere a rientrare con i pagamenti.

Basti pensare che il Comune di Ancona paga alla Regione, proprietaria dell’impianto di Pietralacroce, 4.770,93 € all’anno (400 € al mese), mentre il contratto tra il Comune e la società che gestisce lo stesso impianto è pari a 3.656,00 € annui (300 € al mese); dunque il Comune affitta l’impianto, comprensivo di locali, ristorante, uffici, bar, ecc… a meno di quello che paga alla Regione.

Un canone ricognitorio, ridotto del 70% al confronto del canone di mercato, risibile rispetto alla consistenza degli impianti sportivi, intesa come campi, ma in particolare di tutti gli spazi accessori compreso il ristorante; mi viene da pensare, riguardo la direzione, che ci sia qualche problema, tenendo presente inoltre che un’associazione sportiva che paga la gestione dell’impianto a canone ricognitorio non dovrebbe  subappaltare la conduzione dei locali di ristorazione a terzi che esercitano la funzione puramente commerciale. A questo punto suggerirei di avviare una gestione separata tra locale inteso come ristorante, uffici, ecc… e impianto sportivo.

Invece il Comune, nella persona dell’Assessore allo Sport, di concerto con il Coni, dovrebbe essere maggiormente impegnato in progetti di sviluppo, in specifici settori, per creare un rapporto serio ed efficace tra scuola e sport, in particolare rispetto a quegli sport definiti “di nicchia”, penso al tennis nello specifico, ma anche ad altri come il canottaggio, il rugby, l’atletica, sostenendo questi progetti, in maniera economica forte.

Stringere il rapporto tra sport e scuola sin dalla elementari, portando l’educazione fisica nella scuola ad un livello di collaborazione stretta con sport specifici attraverso programmi che riconoscono il valore educativo della disciplina sportiva oltre che la sua importanza rispetto alla prevenzione sanitaria e sociale,  produrrebbe risultati diversi creando sportivi di livello anche nei cosiddetti settori minori ed ampliando nel contempo la base dei settori giovanili.

La chiave sta in mano alla politica che deve credere nella creazione di un sistema virtuoso che possa educare alla genuinità dello sport e permettere ai nostri ragazzi di venire a conoscenza di ogni genere di sport in modo tale che il sogno dei nostri bambini non sia più solamente diventare un famoso calciatore, ma magari affermarsi e crescere come sportivo.”

Stefano Tombolini
60100 Ancona

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