Lunedì, 21 Giugno 2021
Politica

Fabriano: il Comitato del Giano incassa l’appoggio di Salvatore Settis

L'ex presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali: "Territorio e fiumi, non possono essere considerati a Fabriano, come in tutta Italia, luoghi da sfruttare. Il primo compito di chi governa la città è la bellezza"

Si è svolto a Moresco, in provincia di Fermo, l'incontro degli aderenti al Forum Paesaggio Marche con il prof. Salvatore Settis, Archeologo e storico dell’arte italiano, Salvatore Settis è stato a lungo  presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali. Presente al convegno anche il Comitato "Alla scoperta del Giano" di Fabriano.
Ecco l’intervento del Comitato fabrianese e la risposta del professor Settis:

INTERVENTO DEL COMITATO "ALLA SCOPERTA DEL GIANO"
“Grazie al Forum del Paesaggio delle Marche per questa opportunità. Siamo un gruppo che è nato da qualche settimana, stiamo facendo varie azioni a Fabriano, nella nostra città, per scongiurare l’intervento sul fiume Giano, ci siamo incontrati tramite i social network e raccolto circa 1.000 firme ad una petizione popolare. Il rapporto della nostra città con il nostro fiume è molto forte e nasce dalle origini: addirittura lo stemma cittadino vede un fabbro che batte sull'incudine sul fiume Giano; per questo la mobilitazione è molto forte nella nostra città e quello che stiamo chiedendo è di rivedere questo progetto. Che cosa è successo ? E’ successo che nel 1958 il fiume cittadino è stato tombato, e lo è tuttora, intervento dovuto all’industrializzazione che aveva creato con gli scarichi industriali una situazione abbastanza grave anche per l’impatto sulla salute pubblica. Oggi tutto questo potrebbe e sarà migliorato con un collettore fognario che raccoglierà le acque di scarico. L’unica cosa è che abbiamo scoperto purtroppo che nel progetto esecutivo è prevista di nuovo una tombatura e addirittura la costruzione di un parcheggio al di sopra dell’alveo del fiume, cosa che ha suscitato una mobilitazione spontanea molto molto forte e siamo qui per chiedere al prof.Settis: “E’ possibile ancora oggi, nel 2012, tombare un fiume cittadino ?” E’ una cosa che assolutamente per noi non ha senso. Noi vediamo invece il voler riappropriarci della nostra realtà, del nostro fiume, ci sono i fondi, sono stati stanziati, c’è la possibilità oggi di farlo e di recuperare il ponte storico, simbolo dell’identità fondante della città e recuperare il rapporto che la città ha con questo fiume che è stato perso negli anni. Nel medioevo questo rapporto era molto forte, lungo il fiume sono nate le cartiere che hanno dato il nome a Fabriano, alla nostra città, vogliamo con la nostra azione, queste 1.000 firme alla petizione popolare e altre azioni, saremo in piazza nelle prossime settimane ancora, scongiurare questo intervento.
Concludo ringraziando ancora il Forum Paesaggio Marche e dicendo che crediamo fermamente nell’attivazione di un forum per far sentire tutti insieme la nostra voce: i vari singoli comitati e movimenti mettersi insieme e fare rete.”

RISPOSTA DEL PROF. SALVATORE SETTIS
 “ [...] Si è parlato di bellezza e identità. Mi è venuto in mente un testo che cito sempre molto volentieri e che è il Costituto del comune di Siena (1309):  Il primo compito di chi governa la città è la bellezza, per l’allegrezza dei forestieri, per l’onore e la prosperità dei Senesi -  l’Italia è questa, non quella di chi specula sul territorio !
Il territorio non può essere considerato a Fabriano, come in tutta Italia, un luogo da sfruttare.
I fiumi non sono un luogo da sfruttare per l’interesse economico di qualcuno: stiamo considerando il territorio come una sorta di buco nero, una sorta di deserto da colonizzare.”
 

Il prof. Settis ha inoltre espresso la sua vicinanza al gruppo di Fabriano e al caso del Giano, ricordando che proprio da Fabriano veniva il documento più antico tra quelli  presenti al Getty Center for the History of Art and the Humanities di Los Angeles di cui è stato direttore per 5 anni. Ha apprezzato l'entusiasmo dei membri del comitato e lo slogan "il fiume è vita, ridiamo vita a Fabriano".
 

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