Politica

Salesi, UGL sanità: “Resti dove sta, con meno manager e più partecipazione”

Proposto Comitato di controllo formato da cittadini esperti per quanto riguarda la spesa pubblica ed i suoi risultati, accessi agli atti per compravendite sia di immobili che materiale di consumo o scientifico sanitario

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AnconaToday

“Che il Salesi era ormai alla frutta lo si sapeva già da almeno 10 anni, visto che in oltre 100 anni, a parte i nuovi corpi, il resto non è stato mai rinnovato, anzi lavori su lavori per ridurre o trovare spazi per nuove specialità e studi medici.

Che il Salesi debba uscire dai confini territoriali di Ancona e perdere le eccellenze, le specificità, la praticità del raggiungimento è solo un discorso che può avere carattere temporaneo.

La UGL sanità viste le norme che vincolano l’edilizia ospedaliera pediatrica è convinta che la manovra mancina del Direttore Generale debba essere fermata, e farà una specifica richiesta al Ministero della Salute per chiedere una verifica della conformità della nuova sistemazione nei corpi della cittadella sanitaria di Torrette.

Non serve a nulla alzare gli scudi ora e solo a parole, come fanno di solito gli italiani che in questo modo non cambiano le scelte scellerate dei dirigenti, soprattutto nel territorio marchigiano dove come è possibile per tutti vedere la demolizione dei presidi sanitari, il gioco degli appalti, e soprattutto le false motivazioni addotte ai tagli alla salute dei cittadini.

La UGL chiede la riduzione dei manager dell’ASUR con riduzione dei megastipendi e riportare le competenze sanitarie ed amministrative nei vari territori e quindi vicino ai cittadini.
Propone la creazione di un Comitato di controllo, formato da cittadini esperti per quanto riguarda la spesa pubblica ed i suoi risultati, accessi agli atti per compravendite sia di immobili che materiale di consumo o scientifico sanitario, perché i cittadini devono sapere dove finiscono i soldi che vengono loro sottratti con le tasse dirette ed indirette, invece di essere reimpiegati in servizi efficienti.”

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