Hotel al Cardeto, Rubini e Crispiani (Sel-Abc): «Così privatizzano il nostro territorio»

Comunicato stampa del gruppo consiliare SEL ABC che esprime netta contrarietà alla possibilità di un albergo al parco del cardeto

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AnconaToday

«Una scelta folle senza considerazione alcuna della volontà popolare». Dopo l'ex colonia Mutilatini di Portonovo tocca all'ex caserma del Cardeto. Il trucco è sempre lo stesso: tramite fantomatiche operazioni di valorizzazione gestite dalla cassa depositi e prestiti si nascondono vere e proprie privatizzazioni di interi pezzi di territorio. La realtà però è ben diversa: amministrazioni pubbliche di questa città hanno lasciato in completo abbandono per anni il patrimonio pubblico del capoluogo ed oggi vengono a raccontarci che occorre valorizzarlo tramite una sua massiccia vendita quando il loro compito sarebbe stato e dovrebbe ancora essere invece quello di mantenere la proprietà pubblica e valorizzarne il contenuto e la sua bellezza senza il bisogno di ricorrere a privati speculatori.

Ancona è piena di immobili pubblici abbandonati da anni nel più totale disinteresse della politica locale e del partito democratico che oggi, dopo averci provato con la colonia mutilatini di Portonovo, viene a proporre alla città la svendita e la conseguente privatizzazione dell'ex caserma del Cardeto inserita dentro un parco naturale invidiatoci da tutta la Regione. A questo scempio, come a quello in passato avvenuto con i mutilatini, noi diciamo un secco no. Un "No" forte e supportato dai cittadini anconetani già in passato dichiaratisi contrari alla realizzazione di un albergo in quella zona con un referendum popolare di cui sindaco e PD fingono di non ricordarsi. Ciò che occorre fare non è realizzare un hotel all'interno del parco del Cardeto ma piuttosto tutelarne le sue caratteristiche naturali e valorizzarne le sue potenzialità ambientali. Se così non sarà e l'amministrazione pubblica insisterà con questa folle idea dell'albergo siamo pronti ad una nuova battaglia fino ad un nuovo referendum popolare. Questa città ne ha abbastanza di speculatori e politici liquidatori. I beni comuni tornino ad essere patrimonio di tutti e non di qualche sindaco in cerca di finanziamenti senza futuro.

Francesco Rubini, capogruppo SEL - Ancona Bene Comune
Stefano Crispiani, consigliere SEL - Ancona Bene Comune

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