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Domenica, 23 Giugno 2024
Politica

Centri estivi, ricreativi e giovanili, Rubini, candidato sindaco AIC: «Il Comune ha ridotto i servizi per bambini e ragazzi»

Peresenti anche alla conferenza stampa degli educatori che hanno raccontato come stanno le cose

ANCONA- Centri estivi gestiti da una ditta che non si occupa di servizi educativi, centri ricreativi e giovanili chiusi. Francesco Rubini, candidato sindaco di Altra Idea di Città, accende il focus sui servizi educativi scolastici, estivi e giovanili, tematiche che hanno un peso rilevante nel programma elettorale del movimento politico. «In questi anni il Comune di Ancona ha portato avanti politiche di privatizzazione ed esternalizzazione riducendo i servizi (asili nido, tempo prolungato, trasporto scolastico, centri estivi) e peggiorando decisamente l’offerta. In alcune zone sono addirittura scomparsi - afferma Rubini-. Questi temi da sempre sono al centro della nostra iniziativa, sia dentro che fuori il Consiglio comunale». «Il Comune ha ridotto i servizi per bambini e ragazzi utilizzando il volontariato che è un’iniziativa lodevole, ma non è la stessa cosa. Stra rinunciando a svolgere un ruolo di protagonista dei progetti educativi» dichiara Loretta Boni, candidata al Consiglio comunale. Per capire come stanno le cose, Rubini ha invitato a parlare in conferenza stampa alcuni educatori e candidati consiglieri comunali. «I centri estivi sono stati per 25 anni il fiore all’occhiello dell’amministrazione comunale. Nel 2018 gli utenti che ne hanno potuto usufruire sono stati 520, nel 2021 sono scesi a 294- spiega Filippo Rocci, educatore-. Negli anni è sceso anche il valore di gara e le tempistiche per l’iscrizione si sono ridotte notevolmente. Se prima si aprivano con largo anticipo subito dopo San Ciriaco, nel 2021 le iscrizioni sono state aperte il 17 giugno creando disagi ai genitori. Nascono quindi iniziative private di centri estivi in lingua, parrocchiali ecc…». «Lo scorso anno i centri estivi sono stati affidati ad una ditta di Messina il cui codice Ateco è “Commercio all’ingrosso di articoli medicali ed ortopedici”. Quindi non aveva nulla a che vedere con la gestione di servizi educativi- afferma Arianna Buda, insegnante, educatrice e candidata consigliere comunale AIC-. Per quanto riguarda i centri ricreativi pomeridiani dati in gestione alle cooperative sono passati da otto a tre. Sono stati chiusi e le motivazioni non sono chiare. Stanno quindi nascendo centri ricreativi da parte di volontari ma non sono sufficienti a rispondere alla richiesta. Io lavoro in quello di Potere al Popolo e addirittura siamo stati contattati dal Comune per sapere se avevamo altri posti. Il servizio dei centri ricreativi è stato affidato all’associazione MetaCometa che è legata ai Salesiani, ma il Comune non dovrebbe essere laico?».

Più volte i componenti di Altra Idea di Città hanno sottolineato la mancanza di centri aggregativi per i ragazzi dai 14 ai 17 anni, «la fascia delle cosiddette baby gang». «Lo slogan potrebbe essere un centro aggregativo in più e 50 telecamere in meno» lancia l’idea il candidato sindaco Rubini. La candidata consigliere Loretta Boni è invece intervenuta per parlare dei centri giovanili dedicati ai ragazzi dai 17 ai 25 anni. «C’erano tre centri giovanili nei quartieri più a rischio: uno a Torrette, uno nei quartieri nuovi e uno agli Archi. Quest’ultimo è stato chiuso e l’amministrazione non ha avuto il coraggio di dirlo. C’erano 20 ragazzi che lo frequentavano, potevano fare laboratori, cineforum e giocare a ping pong. Il nostro impegno sarà riaprirlo». «Alcuni servizi possono essere dati in gestione ma i servizi per l’educazione devono essere in capo al Comune- dichiara Lidia Mangani, ex dirigente scolastica-. Ad Ancona, da quando hanno chiuso le circoscrizioni, il tempo prolungato non è più un servizio comunale. Addirittura nella delibera di privatizzazione dell’asilo comunale c’è scritto che il privato garantisce una migliore qualità. Unico Comune in Italia a dire una cosa del genere». Il candidato consigliere Daniele Martelli si è invece soffermato sull’importanza dei luoghi di aggregazione per i ragazzi recuperando immobili in disuso o le aree verdi nei quartieri e sulla messa in rete delle associazioni. La proposta di AIC per Ancona Città Educativa prevede investimenti nell’edilizia scolastica; risorse adeguate per le manutenzioni e la cura di spazi per bambini e ragazzi; potenziamento del trasporto scolastico; riportare alla gestione comunale gli asili nido privatizzati dalla Giunta Mancinelli; progettazione pluriennale dei servizi educativi per l’infanzia e l’adolescenza: spazi lettura, ludoteche, laboratori ecc…

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