Riordino Province: i lavoratori incontrano in Regione Spacca e Canzian

I dipendenti delle cinque province marchigiane chiedono che la Regione definisca con leggi regionali il passaggio delle funzioni e del personale allocato negli enti

Oltre 300 lavoratori delle cinque province marchigiane hanno manifestato in Regione ed hanno incontrato il governatore Spacca e l'assessore Canzian. Continuano quindi le proteste dei dipendenti contro il riordino delle Province. Sono numerosi gli interrogativi riguardo le mansioni dell'ente e il futuro degli stessi lavoratori. I sindacati criticano la riforma del Governo Renzi e chiedono che la Regione intervenga in modo diverso, mantenendo i servizi pubblici forniti dalle Province.

«Vogliamo che la Regione dia seguito all'ordine del giorno approvato all'unanimità dal Consiglio regionale sabato scorso ovvero definire quanto prima con leggi regionali il passaggio delle funzioni e del personale attualmente allocato alla Province- spiega Luca Talevi, segretario Fp Cisl Marche-. Questo per dar sicurezza e certezza ai cittadini circa i servizi allocati alla province e garanzie occupazionali a oltre 1000 dipendenti. Si tratta quindi di dar seguito agli impegni presi e trovare le risorse per definire quanto prima un percorso complicato ma possibile».

La Regione, incontrando lavoratori e sindacati, ha assunto degli impegni. Sarà sollecitata una presa di posizione chiara nei confronti del Governo nazionale già al Tavolo dei Presidenti che si riunirà a Roma, a metà del prossimo mese, dove andranno chieste risorse adeguate a garantire i servizi essenziali e salvaguardare i dipendenti, a rischio di mobilità.

«Continueremo il confronto con il Governo per il reperimento di una parte delle risorse necessarie altrimenti questa riforma è inattuabile. L'altro elemento  è di presentare una proposta di legge sul riordino delle funzioni  entro il mese di gennaio. Questo è l'impegno che possiamo noi assolvere- afferma il vicepresidente della Regione Antonio Canzian-. E' chiaro che il primo punto è di fondamentale importanza altrimenti faremo come già altre regioni stanno facendo che non riescono a chiudere i propri bilanci. Le Marche sono riuscite ad approvare il bilancio di previsione ma con risorse zero per quanto riguarda tutte le altre funzioni ad eccezione della sanità».

C'è forte determinazione da parte delle Regioni per spingere il Governo nazionale a cambiare la Legge di stabilità che non consente il riordino delle Province previsto dalla Riforma Derio.

«Quella delle Province è una situazione molto preoccupante. Istituzioni e lavoratori devono cercare di convincere il Governo a modificare la Legge di stabilità, in quanto sconfessa la stessa riforma Delrio che assicurava le risorse per i servizi e per il personale. È necessario che i parlamentari marchigiani diano voce alle esigenze del territorio e si facciano carico di questi problemi» dichiara il presidente della Regione Gian Mario Spacca. Dal 2009 al 2013, lo Stato ha tagliato trasferimenti del 12% sul budget dei Ministeri, del 14% nei Comuni, del 27% nelle Province e del 38% in quello delle Regioni. «Le Marche hanno subito altri 230 milioni di tagli nel bilancio 2015 che si è potuto chiudere solo con le risorse europee, mentre la sanità è stata salvaguardata grazie alle primalità accumulate. Senza le risorse, le Marche, come le altre Regioni, non possono farsi carico della Riforma Delrio, con grave pregiudizio per i servizi alla collettività prima svolti dalle Province» commenta Spacca.

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