Caos Tari, bagarre in aula ma il sindaco tira dritto

Scintille e tiro incrociato di Forza Italia e 5 Stelle in consiglio comunale con un monito unico: «Fate ricorso, non fidatevi del Comune»

La questione Tari, con i soldi da restituire a 16mila anconetani che hanno pagato di più per un’errata interpretazione del regolamento comunale, scalda gli animi in consiglio comunale. Con l’inedito asse Forza Italia - 5 Stelle a lanciare strali sul sindaco Valeria Mancinelli. Soprattutto il consigliere Forzista Daniele Berardinelli è il più acceso tanto che la presidente dell’aula Susanna Dini è costretta a richiamare alla calma. Il sindaco ha confermato che la data prevista inizialmente per il rimborso, novembre 2018, slitterà al prossimo anno perché «abbiamo atteso una direttiva chiara a livello nazionale. Non è solo Ancona ma ci sono centinaia di comuni italiani di vari colori politici nella nostra stessa condizione. Proprio per evitare, nel conguaglio tra chi ha pagato di più e di chi ha pagato meno, altri procedimenti scorretti i comuni avevano chiesto lumi ma nulla è arrivato né dal precedente Governo, né dall’attuale. Abbiamo quindi iniziato un percorso tecnico giuridico autonomo e stiamo arrivando a conclusione. Tra un mese al massimo definiremo l’operazione. La prescrizione? Il diritto al rimborso per il 2014 scade il 31 dicembre 2019. C’è oltre un anno».

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Risposte che non sono piaciute affatto all’opposizione. «È una vergogna - tuona l’azzurro - la Mancinelli ha detto a tutti di non fare ricorso perché i rimborsi sarebbero stati automatici e invece ora prende tempo. Una faccia di bronzo». Per Daniela Diomedi, capogruppo dei pentastellati «il Comune avrebbe potuto chiedere un parere alla Corte dei Conti come ha fatto il Comune di Milano. La stesso Ministero delle Finanze ha detto che i soldi non si possono prendere da chi ha pagato meno. Quelle voci vanno scritte nel bilancio generale. Noi, dal nostro sportello per il contribuente avevamo detto di attendere ma ormai il rapporto di fiducia con i contribuenti è saltato. Avete dimostrato di essere inaffidabili». Infine l’invito congiunto: «I cittadini facciano subito richiesta di rimborso».

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