La ex Multiservizi sulla bocciatura al Consiglio di Stato: «Aspettiamo le decisioni dei sindaci»

Un comunicato stampa per commentare la sentenza e che fa intuire che la partita è tutt'altro che conclusa per l'affidamento diretto del servizio rifiuti

L'affidamento diretto del servizio rifiuti a Multiservizi ed Econfon, bocciato al Tar e al secondo grado del Consiglio di Stato, non è affatto tramontato. Questo si intuisce leggendo il comunicato stampa diramato da Vivaservizi, spa come si chiama ora, dallo scorso 30 ottobre, la vecchia Multiservizi che avrebbe dovuto (insieme a Econfon) accaparrarsi il servizio rifiuti dell'intera provincia: una torta da xx miliardi fino al 2031, senza gara di appalto. È la presidente della società Chiara Sciascia, fedelissima del sindaco di Ancona Valeria Mancinelli, primo sponsor dell'operazione, a parlare. Concludendo, che in questa vicenda è forse l'aspetto più importante, al di là delle dichiarazioni di circostanza per giustificare una bocciatura che molti avevano previsto, che la società resta «in attesa delle decisioni che verranno adottate nella competente Assemblea dell’ATA Rifiuti». Verosimile che la stessa maggioranza dei sindaci che ha votato per l'affidamento diretto, voglia proseguire su questa strada. Ancona in testa, con i sindaci Pd di Osimo e Senigallia (più altri comuni minori per un totale del 68,83% delle quote) contro Jesi, Fabriano e Falconara (il 21,42%). E probabile che Ancona voglia votare il prima possibile visto che la prossima primavera potrebbe venire a mancare Osimo, chiamata alle urne. Il sindaco dem Simone Pugnaloni tenterà il secondo mandato ma la situazione osimana, che nel 2014 terminò per una manciata di voti e tante carte bollate per i successivi ricorsi, dice che il risultato non è poi così scontato

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La Sciascia, ad ogni modo, fa sapere che Vivaservizi, ora, risponde anche ai requisiti che prima mancavano e che erano stati additati dai giudici amministrativi. In sostanza, secondo i giudici, l'affidamento diretto non poteva essere fatto perché Multiservizi, avendo partecipazioni in altri società, operava per la maggior parte fuori dalla provincia anconetana e per enti non pubblici. "Cinque anni fa - spiega la presidente - Viva Servizi SpA (già Multiservizi SpA) deteneva quasi il 60% del capitale della società Prometeo spa ed avviò un percorso di riorganizzazione con l'intenzione di mantenere un ruolo nel settore del servizio pubblico della distribuzione gas nei Comuni soci serviti. Ad oggi Viva Servizi (già Multiservizi) detiene il 55% di Edma Reti gas, che gestisce il servizio pubblico locale della distribuzione gas nel territorio di 15 Comuni suoi soci e non controlla più il mercato della vendita del gas naturale che era di Prometeo, né direttamente né indirettamente. L'unica partecipazione riconducibile alla vendita gas è quella nella società Estra spa, pari al 10% del capitale. È chiaro che di questa circostanza il diudice amministrativo non ha potuto tenere conto, dato che l'operazione di riassetto delle partecipazioni societarie si è conclusa a dicembre 2017, ma consente di confermare che ad oggi il fatturato riferibile al mercato della vendita del gas si ravvisa solamente nella partecipazione non di controllo nella società Estra spa». Cambiato l'abito, il ballo rimane quello. In attesa di altri prevedibili ricorsi da parte dei privati esclusi dalla possibilità di partecipare a una gara d'appalto e di ulteriori, al momento inimmaginabili, sviluppi.

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