Vaccini obbligatori per l'iscrizione al nido, sanzioni fino a 10mila euro

Proposta di legge del Pd in Regione: multe a chi consentirà l'accesso ai servizi senza certificazione sanitaria. Copertura vaccinale, le Marche sotto la soglia di guardia del 95%

Vaccini obbligatori per nidi e centri per l'infanzia anche nelle Marche. È il contenuto di una proposta di legge in Regione del Partito Democratico. Sulla scia di quanto avviene in Emilia Romagna e del dibattito nazionale sull'argomento, l'iniziativa del gruppo consiliare dem prevede anche sanzioni, da 1.000 a un massimo di 10mila euro, a chi consentirà l'accesso ai servizi senza la presentazione dell'adeguata certificazione sanitaria. «Serve un segnale forte, questa pdl è un atto di responsabilità – dicono dal gruppo - La somministrazione di vaccini diminuisce. Il rischio di diffusione di malattie infettive aumenta. Per contrastare questo trend, che nella regione Marche segna un preoccupante primato, arriva una contromisura normativa: vincolare l'accesso ai nidi e ai centri per l'infanzia pubblici e privati accreditati alla somministrazione dei vaccini obbligatori (difterite, tetano, poliomielite, epatite B)». I dati delle Marche non sono buoni. Affatto. La copertura vaccinale è al 92% ed è disomogenea sul territorio. «I dati delle somministrazioni vaccinali nelle Marche parlano di una flessione netta – ha detto Giuliano Tagliavento, dirigente del servizio Prevenzione dell'Agenzia Regionale Sanitaria - Nel 2015, le vaccinazioni per morbillo, parotite e rosolia, ad esempio, hanno fatto registrare uno scostamento del 15,1%, per quanto riguarda la prima dose di somministrazione (13-15 mesi d'età), attestandosi al 79,9%; la seconda dose (5-6 anni) degli stessi ha avuto una copertura dell'87,9%, scostandosi del 7,1%. Peraltro, dati in flessione anche rispetto agli anni precedenti: -7,9% rispetto al 2013 e -4,1% rispetto al 2014, per la prima dose; -4% in riferimento al 2013 e -1,3% sul 2014, per la seconda dose. Un trend decrescente valido per la quasi totalità delle vaccinazioni (come difterite, tetano, pertosse, poliomielite, epatite B, emofilo B, pneumococco...). Tutte comunque si discostano dall'obiettivo di copertura del 95%».

«Anche per il 2015 – spiega il capogruppo Busilacchi - i vaccini per morbillo, parotite e rosolia, ad esempio, si sono confermati sotto l'80%, ben lontano dall'obiettivo di copertura nazionale del 95%. E scendere sotto tale soglia, come ha richiamato anche l'Organizzazione Mondiale della Sanità, è pericoloso per l'intera comunità. Noi possiamo intervenire laddove possiamo legiferare. Per quanto riguarda le vaccinazioni cosiddette "obbligatorie", per il mancato rispetto delle quali di fatto non sono previste misure sanzionatorie, vogliamo introdurre un forte disincentivo a chi va contro la legge nazionale: il bambino non vaccinato non potrà accedere all'asilo nido, evitando così di mettere in pericolo la salute degli altri». Secondo il presidente della Commissione regionale Sanità, Fabrizio Volpini «preoccupa anche la campagna di controinformazione portata avanti incessantemente da parte di gruppi anti-vax, che associano i vaccini ad altre malattie, tra cui quelle dello spettro autistico, ma senza alcun fondamento scientifico. Il valore della vaccinazione a cui si riferisce questa pdl non è solo un atto di protezione individuale, ma un atto di responsabilità verso la comunità, per il cosiddetto "effetto gregge", per cui maggiore è il numero delle persone che si vaccinano, minore è il rischio di diffusione di malattie infettive. Ed è così che si possono proteggere anche coloro che per motivi di salute non possono sottoporsi a vaccinazione. Altrimenti malattie che erano state debellate tornano tornate alle nostre latitudini. È di questi giorni la notizia che in Italia c'è stato un caso autoctono di difterite». 

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