Al Palaindoor è Renzi contro tutti

Proprio Renzi è arrivato ad Ancona dopo aver incontrato a porte chiuse i sindaci del sisma: "Non sarà solo una ricostruzione di mura e di abitazioni, ma anche per il futuro di questa regione"

Matteo Renzi al Palaindoor di Ancona - Credit Giusy Marinelli

Al Palaindoor di Ancona è il Premier Matteo Renzi contro tutti per rilanciare il “Sì” al Referendum Costituzionale. Contro Silvio Berlusconi che «un giorno dice che sono un grande statista e un giorno dice che sono un affabulatore, un giorno vota No e un giorno vuole fare la riforma insieme». Contro Matteo Salvini, quello che, «passa tutte le giornate ad attaccare l’Europa ma poi sta lì a prendere lo stipendio» mentre va in scena il video in cui, nel 2014, il socialista belga di origini italiane Marc Tarabella dà al leghista del “fannullone” per non aver partecipato ai lavori dell’Aula. Contro Beppe Grillo che invita gli italiani a votare con la pancia e allora «dice così perché ha paura che se la gente votasse col cervello anche i suoi voterebbero Sì». E giù gli applausi delle circa 2mila persone arrivate per ascoltare il segretario del Pd. Presenti il segretario del PD Marche Francesco Comi, i deputati Piergiorgio Carrescia ed Emanuele Lodolini, il Presidente delle Marche Luca Ceriscioli, il sindaco Valeria Mancinelli insieme agli assessori Andrea Guidotti, Pierpaolo Sediari, Maurizio Urbinati, Stefano Foresi e i consiglieri comunali dorici Diego Urbisaglia, Federica Fiordelmondo, Michele Fanesi e Susanna Dini. E poi il Presidente dell’Autorità Portuale Rodolfo Giampieri, il Rettore Sauro Longhi, l'ex assessore regionale Luchetti, Fabio Sturani. Di fronte al popolo del Pd, il premier Renzi ha parlato per un’ora e mezzo senza mai interrompersi. Se non per far vedere alcuni video. Come quello su come si vota, quello con i paesi che non hanno il bicameralismo perfetto. E c’erano anche quelli con una sola Camera. C’è chi ha detto che era meglio abolirlo il Senato. E Renzi risponde con un altro video. Questa volta è quello di un autostoppista che deve andare da sud ad Aosta, si ferma un automobilista che lo porterebbe fino a Torino e lui dice «no perché io devo andare ad Aosta». «Intanto andiamo a Torino!» ha detto Renzi. Alla fine ha toccato tutti i punti. Dal superamento del bicameralismo, all’abolizione del CNEL, alla riduzione dei costi della politica, alla riforma del titolo V. Ha ringraziato l'ex presidente del Consiglio e fondatore dell'Ulivo Romano Prodi, che ha espresso il suo sostegno al progetto per il nuovo Senato spiegando di voler essere coerente con la sua storia personale.

Poi ha chiesto al pubblico se non ci fossero critiche o indecisi. E c’erano tutti e due. Anche dentro quel popolo che vota PD. Qualcuno gli urla che c’é chi dubita perché lui «è servo dei poteri forti». E lui risponde che se la riforma l’hanno scritta i poteri forti, c’è da ricordare come la CGIL ha detto le stesse cose della JPMorgan « e allora spiegatemi chi sono ‘sti poteri forti che io non l’ho capito». Poco dopo le 19 Renzi saluta tutti e se ne va. Non senza dimenticarsi che questa  è la regione del terremoto. «Questa è una regione colpita dal terremoto ma non piegata. Vorrei dire a tutti gli italiani che nel 2017 venissero nelle Marche in vacanza perché c’è bisogno» ha detto Matteo Renzi, anche riallacciandosi alle parole di Comi che, prima di lasciar spazio al leader del Pd, aveva detto dal palco: «Ricordiamo la comunità marchigiana più ferita negli ultimi mesi dalla tragedia del terremoto. Questa è una regione bellissima che credevamo immune da tutto e si è scoperta fragile».

Proprio Renzi è arrivato ad Ancona dopo essere stato a Macerata dove ha incontrato a porte chiuse i sindaci del sisma: ”Non sarà solo una ricostruzione di mura e di abitazioni, ma anche per il futuro di questa regione” per poi cercare di rassicurare tutti sulla gestione dell'emergenza e sulla ricostruzione. Per le scuole, il premier ha invitato i sindaci a confidare in senso assoluto sulla soluzione di tutti i problemi perché i finanziamenti, ha ribadito, ci sono. Entro 15 giorni saranno emanati nuove ordinanze e provvedimenti.

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