Un conto è la solidarietà, altro conto è la trasparenza politica: bufera sulla nave

Sono tutti (o quasi) d'accordo sul fatto che la nave Costa Magica con i malati affetti da Coronavirus dovesse sbarcare al porto di Ancona, ma c'è ancora una discussione aperta sulla gestione di questa vicenda

La nave che entra al porto di Ancona

“In mare si sa, si aiuta chi è in difficoltà, benvenuti in questa antica città”. Recita così uno striscione apparso ieri sulle mura che corrono lungo via 29 novembre, appena sotto il Seeport Hotel. Le scritta rossa su sfondo bianco, che si presume sia stata opera della tifoseria dell’Anconitana è forse l’espressione più chiara di quanto tutto il capoluogo marchigiano fosse propenso ad accogliere chi viene dal mare, soprattutto se si trova in una condizione di difficoltà, proprio come quelli della Costa Magica. Tuttavia anche stavolta non sono mancate le polemiche, che hanno trovato massimo sfogo sui social, dove ci si é chiesto: “Ma perché proprio Ancona?”. E se l’assessore Marasca ha identificato in un branco di sciacalli chi si poneva la questione, c’è anche chi pensa che sia lecito chiedere lumi su una decisione politica. La politica anconetana si interroga e reagisce allo sbarco di ieri, declinando la questione su 2 direttrici: un conto è la solidarietà e il dovere di soccorrere una nave, altro conto è la trasparenza delle decisioni prese da parte di chi governa perché, anche una scelta giusta può essere una decisione su cui discutere. A maggior ragione in una città orfana di Consiglio comunale e commissioni da 2 mesi. 

«Domani ci sarà da ripensare lo sviluppo turistico e portuale»

Francesco Rubini (Altra Idea di Città) ribadisce la necessità di aprire i porti perché «soprattutto all’indomani della notizia dell’arrivo della nave, non era per niente scontato. Ancona ha giustamente deciso di accogliere la Costa Magica, ma questa nave dobbiamo anche guardarla in tutta la sua sproporzionata grandezza, nel suo giganteggiare sui tetti del nostro centro storico. E dopo averla osservata, ripensare a chi intende realizzare, proprio dentro il porto antico, una immensa banchina per l’attracco costante di decine di questi mostruosi giganti del mare. Oggi Ancona dimostra di essere solidale, ma domani ci sarà da ripensare lo sviluppo turistico e portuale». Dunque perché ad Ancona? «Ce lo siamo chiesto tutti, ma c’è stata una gestione verticistica da parte del sindaco, Giampieri e il Ministro De Micheli. La trasparenza, che non c’è mai stata da parte di questo Comune, non c’è stata neppure in questo caso. Non vorrei che dietro la solidarietà si nasconda uno spot per rilanciare Ancona in progetti incompatibili con la città ed insostenibili dal punto di vista ambientale».

Perché proprio Ancona, risponde la Mancinelli in televisione

Forza Italia si divide 

Il partito di Silvio Berlusconi vede più posizioni perché, se il partito accoglie la nave rinunciando ad ogni polemica, il consigliere eletto parla di “scelta assurda”. «Non parteciperemo all’ennesimo tiro al piccione facendo leva sulla paura e sull’insicurezza dei cittadini - dicono Daniele Silvetti e Teresa Dai Pra’, rispettivamente coordinatore provinciale e commissaria comunale di Forza Italia - L’accoglienza e la disponibilità del capoluogo nei confronti di una nave battente bandiera italiana è una doverosa pratica di mare e una opportunità per dimostrare la propria storica vocazione di città solidale ed ospitale». E sul perché Fi rimarca: «E’ evidente che lo scalo dorico è stato ritenuto dal comandante delle Capitanerie del tutto in grado di soddisfare le condizioni per un approdo in sicurezza e con le necessarie caratteristiche logistiche». Non è quello che pensa il consigliere comunale Daniele Berardinelli (Forza Italia) che parla di scelta “assurda”: «Troppi mesi di gestione autoritaria della Mancinelli e della sua Giunta. Dando per scontata la solidarietà ai malati della nave, la decisione di far attraccare la nave è assurda. Gli oltre cento ammalati presunti di Covid19 sono stati costretti ad una settimana in più di navigazione per circumnavigare l’Italia rispetto a dove si trovavano e sappiamo bene che questa malattia in una settimana può degenerare sino alla morte. Impedirgli di sottoporsi al più presto ad esami approfonditi e a eventuali cure specialistiche è stato illogico e irresponsabile».

«Mancinelli pensa di governare Ancona come una provincia della Cina»

Nemmeno Fratelli d’Italia si pone la questione di accogliere la nave, il punto è un altro, la chiarezza da parte di chi governa la città. «Credo che si sia parlato fin troppo dell’opportunità che una nave battente bandiera italiana potesse attraccare in un porto italiano e fin troppo poco del preciso piano di intervento che verrà messo in campo, che è la cosa più importante. - dice Angelo Eliantonio - Abbiamo provato a fare delle domande proprio per mettere a tacere le perplessità di tutti, ma se le risposte tardano ad arrivare, chi governa questa città si deve assumere le responsabilità di fronte al malumore diffuso dei cittadini. E’ importante avere notizie chiare sulla possibilità che i contagiati vengano ospedalizzati a Torrette, sullo smaltimento dei rifiuti contaminati della nave, sulla regolare operatività dei servizi portuali essenziali presenti su quella banchina. Abbiamo chiesto e ottenuto la convocazione urgente della Commissione Porto, che però non si riunirà prima di 10 giorni. Sono troppi. Il sindaco Mancinelli pensa di poter governare Ancona come una provincia della Cina, ha la bulimia da videomessaggi e ha fatto di tutto per scappare dal confronto con il Consiglio comunale. Interviste tv, qualche dichiarazione sulla stampa e qualche video non possono sostituire il ruolo istituzionale della principale assemblea della città. Ora basta». 

«In mare si esercita la solidarietà, ma Comune sordo alle interrogazioni»

Anche il Movimento 5 Stelle non si è mai tirato indietro sull’accogliere, ma aveva inoltrato un’apposita interrogazione in cui si chiedevano delucidazioni sulle condizioni di sicurezza della nave e se, una volta avvenuto lo sbarco dell'equipaggio, la nave restasse in porto o riprendesse la sua navigazione. Ma dall’amministrazione non è arrivato alcun riscontro. «La logica del "non nel mio giardino" non ci piace e non la pratichiamo - ha detto la capogruppo Daniela Diomedi - In mare si esercita la solidarietà e Ancona è una città solidale. Peccato che è solo dai giornali che i consiglieri comunali hanno saputo della Costa Magica. Per questa, come per altre emergenze l'amministrazione non ha inteso, non solo condividere, ma nemmeno informare il Consiglio comunale. Sul resto non è possibile esprimerci perchè non conosciamo modalità, protocolli, e programmazione dell’intervento». 

«La nave come la ruota panoramica a Natale»

«Accogliamo a braccia aperte chi si trova in difficoltà, fa parte della natura della nostra città di mare e di marinai, ma il problema della "costa" è soltanto la punta dell’iceberg - dice Stefano Tombolini di 60100 - Il problema è l'incomunicabilità tra Giunta e il fronte dell'opposizione, che si catalizza in occasione degli unici temi che la sindaca ha affrontato in quarantena. Se ci facciamo caso, il più grande dibattito attorno a questo sindaco si ha solo su questioni "irrilevanti" nella sostanza, ma di grande rilevanza mediatica: la ruota di natale e ora la nave Costa. La Nave è quello che lei ha usato per uscire da una silenziosa apnea di oltre 40 giorni e le va riconosciuta la capacità di scegliere sempre l'onda da surfare. E’ stata tranquilla per il periodo di quarantena, senza contatti con la minoranza e senza che ci fossero incontri politici. Abbiamo presentato una serie di proposte e richieste, come ad esempio l'audizione della società Conerobus per valutare le conseguenze sul bilancio e una serie di proposte per far ripartire il commercio. Nessun riscontro. Nessuna risposta. Zero. Dunque accogliamo la nave e via al carosello del compiacimento mediatico della sindaca, ma per la città quella che domani dovrà ripartire, quella che era già in grossa difficoltà non è il primo dei problemi».

«I perché sono legittime richieste di persone interessate»

«Sempre detto che la crociera può e deve essere accolta - dice Marco Ausili - Detto ciò, ci risulta deprecabile che qualcuno sia riuscito per l’ennesima volta a creare a tavolino una divisione del sistema politico manichea, tra chi è buono e solidale, e chi è cattivo e respingente. Questo modo di fare politica si distingue, ancora, per la bassa volontà di qualcuno di squalificare, liquidare l’avversario etichettandolo e demonizzandolo. La nostra richiesta di maggiori informazioni a riguardo della nave, compresa la sua interazione con gli operatori del porto e il resto delle attività portuali, non era altro che una legittima richiesta di persone come noi interessate all’amministrazione della città». 

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