Aria irrespirabile, Rifondazione: "La raffineria non è solo un questione falconarese"

A dirlo è il partito della Rifondazione Comunista di Chiaravalle che interviene sulla questione della raffineria di Falconara

Foto di repertorio

"Da alcune settimane Falconara Marittima è ammorbata dalle esalazioni che l’API regala di nuovo alla città e al territorio". A dirlo è il partito della Rifondazione Comunista di Chiaravalle che, tramite un comunicato stampa, spiega "Forte è stato l’allarme, ancor più significativo l’impegno della popolazione e, fatto importante e nuovo, anche le rappresentanze sindacali di quell’azienda anno deciso uno sciopero per il 28 Aprile. Non solo, anche l’Amministrazione comunale di quella città, sempre collaborativa al limite della subalternità con quell’azienda, stavolta è stata costretta alla denuncia e alla costituzione di parte civile in caso siano accertate responsabilità civili e/o penali per questo ennesimo gravissimo caso d’inquinamento.

Tuttavia sembra che il problema finisca ai confini di quella città, nonostante tutto il territorio della Vallesina, Chiaravalle in primis, sia inserito nella AERCA (che sta per Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale) istituita dalla Regione Marche per la presenza concentrata di infrastrutture e attività che strutturalmente producono inquinamento. Proprio per questo erano previsti finanziamenti ed interventi, e fino a qualche anno fa un dibattito e un movimento che aveva come obbiettivo finale la dismissione di quell’impianto. Sorprende perciò e altrettanto preoccupa che in questi giorni nessuna iniziativa, nessun impegno, nessuna riflessione sia stata messa in atto a Chiaravalle, a cominciare dall’Amministrazione comunale che avrebbe avuto il dovere di interessarsene per informare la popolazione e per valutare le azioni amministrative necessarie per garantire la salute pubblica.

Certo, l’API è annosa questione, certo occorrerebbe che il territorio tutto esprimesse un movimento largo e unitario per fermare quell’attività, certo sarebbe meglio non fosse l’emergenza ma la proposta ad animare la mobilitazione. Ma se ci si distrae anche di fronte al danno contingente, se non ci si accorge della necessità di intervenire subito e con fermezza la cosa è grave. Siamo quindi ad invitare tutte le amministrazione dell’area AERCA ad intraprendere le iniziative amministrative necessarie e ad attivarsi anche attraverso convocazioni di consigli comunali che permettano alla cittadinanza di conoscere ed intervenire, perché in questo caso già il subito è diventato tardi".

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