Venerdì, 24 Settembre 2021
Politica

Il Pd si scaglia contro Acquaroli: «Provincia blindata ma dentro è tutto concesso, assurdo»

Così il commento del gruppo assembleare del Partito democratico sull'ordinanza del governatore, Francesco Acquaroli, e la crescita dei contagi nella zona dell'anconetano

«Prima o poi doveva accadere. A forza di barcamenarsi tra i diktat romani per contrastare il governo nazionale e il confuso operato dell'assessore alla Sanità, Filippo Saltamartini, era inevitabile il presidente Acquaroli finisse per combinarla grossa. E così è puntualmente successo, grazie all'ordinanza con cui egli ha voluto trasformare la provincia di Ancona in uno spazio da cui non si può uscire ma dove al suo interno tutto o quasi è permesso». Inizia così il commento del gruppo assembleare del Partito democratico sull'ordinanza del governatore, Francesco Acquaroli, e la crescita dei contagi nella zona dell'anconetano. «Purtroppo, la verità è che, dopo uno screening di massa fatto senza alcuna razionale strategia- sottolineano i dem in una nota- i tentennamenti sulla riapertura delle scuole che hanno determinato un ritorno in classe senza le necessarie precauzioni per studenti insegnanti e personale, gli imbarazzanti rallentamenti della campagna vaccinale e l'approssimativo coinvolgimento dei medici di base, il rinvio della vaccinazione dei disabili e le gravi lacune di quella degli over 80 e delle popolazioni delle aree interne, presidente e giunta continuano ostinatamente a improvvisare e a giocare con la salute dei cittadini».

Una decisione a metà. «L'ordinanza riguardante il blocco degli spostamenti all'interno della provincia di Ancona- affermano i dem- è di fatto una decisione a metà, dettata esclusivamente dalla necessità di deresponsabilizzare presidente e giunta rispetto alla crescita dei contagi e, al contempo, di evitare le critiche per provvedimenti che, in coerenza con il provvedimento adottato, per serietà e soprattutto per una reale efficacia, avrebbero dovuto prevedere almeno le stesse limitazioni anche tra i singoli comuni». Concludono rincarando la dose i dem: «Come la scelta presa dal presidente Acquaroli potesse servire a frenare in soli quattro giorni i contagi in un territorio che vede tra l'altro il prevalere della virulenta variante inglese, resta francamente un mistero. Tanto è vero che, drammaticamente, qui i casi continuano a cresce molto piu' che nelle altre province».

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