Profughi alle Saline, consiglio di fuoco a Camerata: il no passa all'unanimità

Il documento del "No" al centro di accoglienza è stato redatto con i consiglieri di Falconara. Brandoni: «Ogni Comune deve fare la propria parte»

Il consiglio comunale a Camerata Picena

È una battaglia tutt'altro che muscolare, combattuta in punta di penna, quella che Falconara e Camerata Picena hanno iniziato a disputare contro la Prefettura. Con i sindaci Goffredo Brandoni (Falconara) e Paolo Tittarelli (Camerata) ben consapevoli che per opporsi all'ipotesi prefettizia di allestire un centro profughi in località Saline al posto del campo base dei lavori per l'ampliamento della terza corsia della A14, proteste infuocate o populismi vari porterebbero essere controproducenti e non portare a una soluzione positiva per i pur esasperati cittadini. La strada maestra, dunque, intrapresa sabato 7 maggio al consiglio comunale aperto di Camerata Picena è quella di un documento condiviso - redatto con la collaborazione di tutti i consiglieri di Falconara e Camerata presenti - nel quale vengono sviscerati analiticamente tutti i motivi igienico-sanitari, logistici e ambientali a supporto del no. Mozione votata all'unanimità da Camerata, che presto finirà all'ordine del giorno del consiglio comunale falconarese e inviata per conoscenza anche ai sindaci di Ancona, Chiaravalle, Agugliano e Polverigi. Più Prefetto, presidente di regione Ceriscioli, parlamentari marchigiani e altri soggetti coinvolti a vario titolo. 

Un atto "morbido" ma che ha al suo fianco un'arma in più: il protocollo d'intesa sottoscritto lo scorso anno da Prefettura, Regione Marche e Anci in cui la prima si impegnava, nell'ambito dell'emergenza profughi, a concertare gli interventi con le amministrazioni comunali. Lo stesso presidente Anci, il sindaco di Senigallia, Maurizio Mangialardi, lo ha ricordato in un incontro dei giorni scorsi al Prefetto D'Acunto. «Ogni comune deve fare la sua parte - dice Brandoni - nella provincia di Ancona sono ospitati 918 profughi, solo 11 comuni su 46 ne ospitano. Se Camerata ha duemila abitanti è impensabile che arrivino duecento profughi». Per Tittarelli «la soluzione ipotizzata è impraticabile. L'area sorge in un terreno che il piano regolatore ha individuato come agricolo perché è impossibile far sorgere abitazioni a due passi dall'autostrada e circondati da industrie impattanti e da una discarica esaurita. Non siamo contro l'accoglienza ma questa deve essere diffusa e rapporta al territorio».

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Toni accesi da parte del pubblico. Tra chi minaccia di chiedere i danni al Ministero per la svalutazione della propria abitazione, chi invece si scaglia contro il sistema Italia incapace di governare il fenomeno e chi paventa il rischio di business sulle spalle dei migranti come visto nell'inchiesta di Mafia Capitale. «La Prefettura – denuncia Andrea Giannoni, civico dell'opposizione cameratese – ha sbagliato perché non ha informato i cittadini. Questo ha alimentato paure di ogni genere. La nostra parte la vogliamo fare ma considerando i numeri e la capacità del nostro comune». Alla seduta ha preso parte anche l'ex sindaco di Camerata, Massimo Tittarelli. Ancora molto ascoltato, applaudito, Tittarelli ha esortato Brandoni ha inviare, come fatto dal Tittarelli sindaco attuale, una nota al Prefetto che faccia propri i punti ribaditi anche nell'ordine del giorno, infine votato all'unanimità dai consiglieri. «Gli atti – ha spiegato – se inviati da tutti e due i Comuni hanno un peso maggiore. Il solo manifestare o protestare sui giornali non basta. Camerata ha già depositato una nota scritta. Lo faccia anche Falconara e avrà una valenza diversa». 

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