Privatizzazione Conerobus, Sel-Abc: «Le chiacchiere stanno a zero, il sindaco vende per fare cassa»

​Sulla sorte di Conerobus continua il fumo negli occhi gettato dalla giunta Mancinelli che solo ieri ha affermato di cercare un socio forte

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AnconaToday

Sulla sorte di Conerobus continua il fumo negli occhi gettato dalla giunta Mancinelli che solo ieri ha affermato di cercare un " socio forte ". La realtà però è ben diversa e ci sono alcuni punti da chiarire fin da subito per evitare un'irreversibile processo di disinformazione:

1) Se il comune di Ancona intende vendere le proprie quote di proprietà ad un privato non cerca un "socio forte", ma una nuovo PROPRIETARIO , in questo caso privato.

2) Conerobus è un'azienda sana e stabile. Da anni comune di Ancona e azienda chiedono ed ottengono dai lavoratori continui risparmi ed efficientamenti con l'obiettivo dichiarato di rafforzare la struttura aziendale per evitare privatizzazioni e vincere la futura gara; Oggi quindi ci stanno dicendo che negli ultimi anni si è scherzato? I sacrifici fatti dai lavoratori a che sono serviti? A regalare l'azienda ai privati?

3) Nessuna delle amministrazioni susseguitesi in tutti questi anni ha investito seriamente in un piano della mobilità sostenibile radicato su un potenziamento del trasporto pubblico locale. Il traffico privato fa da padrone e poi si piangono i tagli al TPL.

4) Il sindaco afferma che le tariffe e le corse le decidono regione e comune. In realtà questa affermazione manca di una parte importante: Corse e tariffe sono si decise dall'ente locale con i piani del trasporto pubblico ma ovviamente in trattativa con il gestore che se privato tratterà metro su metro ed euro su euro per aumentare i propri profitti. Il privato infatti non fa servizio pubblico ma appunto profitto. Quale privato andrà nelle frazioni cittadine per garantire corse da 5/10 passeggeri con un biglietto dal prezzo minimo?

5) Anche ammesso che non arriveranno pretese del privato su corse e tariffe dove andrà questo a ricavare i propri utili che deve perseguire per struttura giuridica ( S.P.A.)? Ovviamente sui lavoratori, sui loro salari, turni, pause, orari lavorativi,  proprio come avvenuto a Firenze con l'ATAF venduta da Renzi proprio a Bus Italia dove l'azienda ha disdettato tutti gli accordi precedentemente in essere.

6) Il sindaco afferma che il privato è necessario perché il bando di gara regionale chiederà investimenti corposi per poter vincere la gara. Ma dov'è questo bando?
Come fa il sindaco a conoscere i requisiti di accesso se nessuno conosce ancora il corpo del bando? E se davvero esistesse tale requisito che di fatto imporrebbe l'ingresso di un privato stante la mole di investimenti richiesti impossibili da mettere in campo per il pubblico , perché non chiederne la cancellazione? Se il bando è ancora in fase di scrittura la politica può e dovrebbe ancora intervenire a tutela delle aziende del territorio. O forse dovremmo pensare che è tutta una manovra politica studiata a tavolino per costringere Ancona a privatizzare il trasporto pubblico locale con la scusante di dover far cassa a fronte dei tagli?

7) Sempre il sindaco afferma che le politiche nazionali ed europee la obbligano a considerare la privatizzazione. Ma chi governa questo paese dall'esecutivo Monti in poi? Chi ha approvato tutte le misure di austerità che strangolano i comuni e li costringono alla privatizzazione selvaggia? Proprio il partito democratico, insieme alla destra, lo stesso a cui la Mancinelli è esponente di spicco e che governa il paese, la regione e la città. Dunque non c'è nessuna verginella o vittima inerte di un destino cieco e baro, ma politici complici del disastro attuale.

8) La privatizzazione di Conerobus non era nel programma elettorale della coalizione che ha sostenuto e sostiene il sindaco Mancinelli. Chi è stato coinvolto in una decisione così importante per la città? Nessuno, in pieno stile Mancinelli.

Di fronte a questo quadro di espropriazione progressiva di servizi pubblici essenziali e beni comuni occorre dunque resistere e lottare contro uno scenario di privatizzazione che prospetta danni ingenti ad utenza e lavoratori. Se il sindaco sceglierà di stare con il profitto privato piuttosto che al fianco di cittadini e lavoratori , sarà compito di noi tutti, cittadini anconetani, lottare per difendere l'ennesimo pezzo di città e di patrimonio comune in svendita al miglior offerente.

Francesco Rubini e Stefano Crispiani, SEL - Ancona Bene Comune 

Torna su
AnconaToday è in caricamento