Lodolini (PD): “Ora primarie anche per i parlamentari”

Il segretario provinciale del Pd: “Si terranno tra fine dicembre e inizio gennaio. Non più possibili candidature paracadutate o imposte”. E sul M5S: “Voto telecomandato di sodali e amici”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AnconaToday

Alle primarie telematiche volute dal Movimento 5 Stelle per scegliere i futuri parlamentari sembrerebbe che ad aver votato siano state circa 2 mila persone a livello regionale e meno di mille in provincia di Ancona dove appena pochi giorni fa, a quelle del centrosinistra Italia Bene Comune hanno partecipato oltre 29 mila cittadini. Senza polemica alcuna, ma sono questi alcuni numeri che segnano differenze tra chi fa scegliere con un voto telecomandato davanti a un pc una strettissima cerchia di sodali ed amici, e chi chiama fisicamente ai seggi migliaia e migliaia di persone per scegliere il candidato Premier.

Il nostro prossimo passo saranno le Primarie per la scelta dei Parlamentari. Abbiamo sempre sostenuto, da Roma come ad Ancona, Bersani in testa, che se fosse malauguratamente rimasto in vigore il Porcellum, noi ci saremmo distinti facendo le Primarie perché non può essere preclusa la scelta dei candidati in Parlamento ai cittadini. Certo i tempi sono molto, troppo stretti. Ma dobbiamo comunque tentare. Primarie aperte con candidati sostenuti dalle firme degli iscritti al Partito o di un certo numero di Segretari di Circolo, Amministratori, componenti l’Assemblea e la Direzione provinciale PD raccolte in un tot numero di Comuni del territorio. Pensiamo a primarie improntate al principio della parità di genere. Primarie in cui non si ragioni per quote o per filiere nazionali ma vedano la competizione leale, nell’interesse del Partito, di tutte le sensibilità politiche e culturali presenti nel PD. Pensiamo a primarie su scala provinciale da svolgersi o alla fine di dicembre o nei primi giorni di gennaio.

Sui catapultati da Roma abbiamo già e troppo abbondantemente dato nel 2008. Mai più come avvenuto da noi Nicola Rossi di turno in lista, eletto nel Pd poi passato ad altri lidi. Perché è necessario legittimare il prossimo Parlamento e riallacciarne i rapporti con il territorio. I candidati debbono essere percepiti come appartenenti alla comunità che li elegge. Non credo siano più possibili candidature paracadutate o imposte. So bene che le Primarie non sono la panacea a tutti i mali, ma con questa legge elettorale che il Pdl non ha voluto cambiare, non vedo altre soluzioni nonostante i tempi. Se il PD stabilisca forme e regole nazionali e fissa tempi certi, allora sarò ben felice.

Serve un regolamento che definisca criteri rigidi per la trasparenza della raccolta fondi e la rendicontazione delle spese, candidati effettivamente rappresentativi dei territori provinciali, che elimini quasi totalmente le deroghe alle previsioni statutarie del limite dei 3 mandati, che disponga l´incandidabilità per coloro che ricadono nelle cause d´incompatibilità previste dalla Costituzione e dalla Legge. Siamo un Partito che ha fatto scegliere il proprio leader a milioni di cittadini e che combatte da sempre la politica autoreferenziale. Non potremmo tornare a scegliere nel chiuso di una stanza, per quanto ampia che sia, i nostri candidati in Parlamento.”

Emanuele Lodolini

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