Mercoledì, 23 Giugno 2021
Politica

Primarie, Mancinelli: «Comi rivendica meriti non suoi. Ho vinto io»

Il sindaco aveva invitato a votare per Ceriscioli ma nel capoluogo l'assessore al bilancio ha conquistato oltre il 60% dei voti. Per la Mancinelli, Marcolini ha potuto contare su un elettorato strutturato mentre è mancato un elettorato d'opinione

Valeria Mancinelli

«Già che si siano fatte le primarie è un gran risultato e non era affatto scontato. E' stato sotto gli occhi di tutti che il segretario regionale del Pd e i dirigenti del partito hanno fatto di tutto per evitarle. Per mesi abbiamo assistito a balletti inverecondi sui ticket. Il fatto che le primarie siano state fatte e che siano andate a votare 43mila persone conferma che c'era bisogno di primarie- afferma il sindaco di Ancona Valeria Mancinelli-. Rivendico la battaglia fatta per le primarie. Sono contenta del risultato. Penso che sia la conferma che quello che prevale è la domanda di cambiamento rispetto allo stile di governo in Regione».

Non manca di certo la frecciatina della Mancinelli nei confronti del segretario regionale del Pd Francesco Comi. «Si sta prendendo il merito del grande successo dei 43mila votanti alle primarie. Lo stesso Comi che voleva privare i democratici delle primarie per procedere invece con le consultazioni tra i dirigenti del Pd». I firmatari del manifesto Primarie Adesso hanno invece portato avanti una battaglia affinché i cittadini potessero scegliere il loro candidato per le elezioni regionali.

La vittoria di Luca Ceriscioli rappresenta anche una vittoria per il sindaco di Ancona, schierata da subito dalla parte del rinnovamento. Nessuna sconfitta per il primo cittadino anconetano nonostante nel capoluogo oltre il 60% dei voti sia andato a favore dell'assessore al bilancio. Infatti dei 2.452 votanti, 1.498 hanno espresso la loro preferenza per Marcolini, 920 per Ceriscioli e 22 per la Donini. Per la Mancinelli, ad Ancona è mancato il voto d'opinione, 25 giorni di tempo di campagna elettorale non sono bastati per motivare l'elettorato mentre Marcolini ha potuto contare su un voto strutturato.

«Ad Ancona ha votato la metà delle persone che avevano votato alle ultime primarie amministrative. Questa volta non si è riusciti a portare al voto quella che io chiamo "l'opinione pubblica di centrosinistra" ovvero il voto d'opinione legato strettamente all'appartenenza ad organizzazioni, ad apparati. Marcolini invece aveva qui tutti gli apparati, gran parte dell'establishment regionale dei dirigenti, gran parte degli enti, dei soggetti che con la Regione e con l'assessorato in particolare hanno avuto rapporti consistenti» conclude.

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