Sabato, 19 Giugno 2021
Politica

Senigallia, presepe sì presepe no: il punto di Fratelli d'Italia

Sul discorso del presepe nelle parrocchie come negli istituti pubblici, interviene il coordinatore di Fratelli d' Italia di Sengallia Marcello Liverani

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AnconaToday

Da un po' di tempo sembra che in Italia vada di moda sconfessare tradizioni e cultura del nostro Dna con fatti e parole, e azioni qualche volta, che francamente lasciano basiti in quanto dimostrano che per alcuni, e lo abbiamo letto in questi giorni a Senigallia, l'ignoranza sulla materia è tanta. Presepe si o no, Natale si o no, Crocefisso si o no, l'Italia è uno Stato Laico... facciamo un po' di ordine e chiarezza ripercorrendo la "nostra" storia perchè pare proprio che in pochi la conoscano.

Lo Stato, a seconda del rapporto che stabilisce con le confessioni religiose, può configurarsi come Teocratico, Ateo, Confessionale e/o  Laico. Lo Stato laico persegue una accentuata separazione tra potere religioso e potere politico. Rivendica quindi la propria indipendenza da ogni condizionamento di tipo "confessionale" e pone tutte le religioni sullo stesso piano di indifferenza, lasciando che le rispettive organizzazioni gestiscano come meglio credono le questioni di fede, purché nel rispetto dell’ordine pubblico e del buon costume.

A qualcuno forse risulta che la politica faccia intromissioni e/o pressioni sulla religione da seguire? NO, quindi l'Italia è uno Stato Laico dal 1984, e vediamo come e perchè.

Lo Stato italiano nasce dichiaratamente laico e il suo programma nei confronti della religione è ben sintetizzato dalla celebre frase di Cavour “Libera Chiesa in libero Stato”: libera la Chiesa di occuparsi delle anime dei suoi fedeli, ma libero anche lo Stato di curare le cose terrene secondo le proprie leggi. Poi ci fu una inversione di rotta nel 1929 quando Mussolini stipulò con la Santa Sede i Patti Lateranensi. Nel concordato si affermava che “la religione cattolica apostolica e romana è la sola religione dello Stato”. E con ciò si faceva ufficialmente dell’Italia uno stato confessionale.

Nel 1984 però, con la revisione delle disposizioni concordatarie ad opera di Craxi, fu possibile riaffermare  che “lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.” L’Italia tornava pertanto ad essere uno stato laico.

Tuttavia è necessario sottolineare che nessuno Stato, neanche il più dichiaratamente laico, può veramente esimersi dal tenere conto del sentimento religioso prevalente sul suo territorio, e in Italia è in maggioranza Cristiano - Cattolico. Questo perché ogni Stato, con maggiore o minore sollecitudine, tende ad adeguare le proprie norme al senso del giusto che emerge dalla società civile, e non potrebbe essere diversamente visto che la politica deve per forza agire in base alla volontà del popolo, Italiano in questo caso. Ma il senso del giusto di ciascuno non può non risentire dei valori morali che tradizionalmente vengono trasmessi anche attraverso la cultura religiosa della famiglia o dell’ambiente in cui si vive.

A latere di tutto questo esistono le radici, le tradizioni e la propria cultura, è in questa ottica che entrano il Natale e il Presepe, più altre questioni. "Razziste e discriminatorie" sono proprio quelle persone che vogliono "togliere e impedire", loro si che contribuiscono a mettere gli uni contro gli altri alimentando odio e divisioni, non certo chi professa un qualche cosa che sente suo per radici e tradizioni.

Non è da tutti, purtroppo, essere obiettivi e onesti su queste tematiche, e lo abbiamo visto con le dichiarazioni a livello locale di "qualcuno", ma per fortuna ancora esiste chi usa il cervello e il buon senso come nel caso del Presidente della Consulta degli Immigrati di Senigallia, Mohamed Malih, che dichiara giustamente e pubblicamente: "Se si è sempre fatto è giusto che si continui a farlo (il Presepe nelle scuole ndr.). Se è consuetudine farlo non ha senso non farlo più. La scuola dovrebbe essere un posto dove si impara a convivere con le diversità. Negarle o nasconderle non mi sembra granchè educativo".

Noi, che siamo persone obiettive e oneste, vorremmo che ci fossero più persone che la pensassero come il Sig. Mohamed Malih e non persone che, per seguire ideologie che qualcuno gli ha inculcato (senza che ci abbiano capito qualche cosa), fomentano l'odio e le divisioni.

Non si toglie nulla di ciò che è tradizione e cultura di un popolo cari signori, ma si aggiunge se il mondo cambia, così agiscono le persone di buon senso e munite di "materia grigia"!

Marcello Liverani

Coordinatore Fratelli d'Italia di Senigallia

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