Potere al popolo incontra la Cna

L'associazione di categoria ha incontrato il gruppo politico di Potere al Popolo

PaP Senigallia incontra la CNA

Quello di giovedì pomeriggio con la CNA (Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa) è stato per noi senza dubbio un incontro utile prima di tutto a livello formativo perché abbiamo l’umiltà di ammetterlo: nessun amministratore, nessun candidato, nessuna lista possono conoscere le problematiche di un determinato settore meglio di chi in quel settore lavora e opera. “Tanti sono stati, ma questo non ci stupisce, i punti di intesa, o perlomeno di incontro con le istanze dei piccoli commercianti e dei piccoli esercenti senigalliesi. Non possiamo che condividere con loro la necessità di un diverso modello di sviluppo economico per la città, di un piano di sviluppo che non passi solo dal turismo balneare ma che includa tutte le realtà del territorio, centrali e periferiche, dall’agroalimentare all’artigianato”. Così si legge in una nota stampa di Potere al Popolo Senigallia.

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“Tanti i punti toccati: dal bisogno di mettere un freno alla concorrenza sleale della grande distribuzione organizzata, che fagocita un mercato sempre più claustrofobico per i piccoli esercizi commerciali, all’urgenza di una reale progressività fiscale sia per i cittadini che per le imprese, a partire dalla TARI, dall’esigenza di una mobilità sostenibile a quella di una effettiva accessibilità alla città per chi ci lavora e per chi la vive, non solo per i turisti in cerca di una città-vetrina da fotografare. Particolare attenzione è stata posta alla questione del caro-affitti, un fardello che pesa sia sulle spalle dei lavoratori che dei piccoli commercianti. Conseguenza, questa, di una politica economica cittadina basata solo sull’attrattività turistica, soprattutto di alta stagione, che secondo noi va contrastata con l’istituzione di un canone concordato tra affittuari e locatori, che stabilisca dei minimi e dei massimi al di sopra dei quali non è possibile andare, soprattutto per quelle fasce sociali e per quegli esercizi commerciali più vulnerabili o a rischio. In definitiva, non possiamo che ritenerci soddisfatti nel constatare quanto, in ogni occasione di confronto con le realtà cittadine, emerga sempre più prepotentemente il bisogno di un’inversione di rotta politica e amministrativa, un’inversione di rotta che secondo noi né destra né sinistra sono in grado di proporre. È il momento che chi lavora e vive la città si riprenda gli spazi decisionali che gli sono stati sottratti, attraverso il confronto permanente, il controllo popolare e la pianificazione strategica dell’economia cittadina”.

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