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Posatora: il Comune sembra aver trovato i fondi per abbattere il Palazzaccio

Ieri mattina, i consiglieri comunali dell'opposizione, Tombolini, Rubini, D'Angelo, Berardinelli e Diomedi, si sono incontrati davanti al Palazzaccio di Posatora un sopralluogo dello stabile. Intanto il Comune sembra aver trovato i fondi per abbatterlo

Ieri mattina, i consiglieri comunali dell'opposizione, Tombolini, Rubini, D'Angelo, Berardinelli e Diomedi, si sono dati appuntamento davanti al Palazzaccio di Posatora per effettuare un sopralluogo dello stabile e visionarne lo stato. Presente anche un tecnico del Comune, il Geometra Massaccesi, e alcuni rappresentati del Comitato di quartiere.

Il palazzo abbandonato da 31 anni,  è stato dichiarato inagibile a seguito della frana del 1982. Da allora è diventato un ricettacolo per tossicodipendenti e ratti. Si trova proprio accanto alla chiesa di Santa Maria Liberatrice, in  piazza Padella, e dentro al Parco Belvedere. Dopo anni di dibattiti e di rimandi, il Comune sembra aver trovato finalmente i soldi per abbatterlo. L'Amministrazione ha infatti già espletato la gara per la sua demolizione. La ditta Ronconi Scavi si occuperà dei lavori che partiranno presumibilmente il 12 dicembre. Il costo per l'operazione passa da 90 mila euro a 46 mila euro. Prezzo al ribasso del 68%.

L'opposizione ha voluto valutare se l'edificio possa essere ristrutturato per essere riutilizzato in maniera alternativa. «Potrebbe essere assegnato a qualche associazione in cerca di spazi. In questo parco non c'è un caffè, una gelateria» dice Stefano Tombolini, capogruppo di Sessantacento. Apparentemente, vista da fuori, la struttura non presenta crepe. Ci sono solo pezzi di intonaco staccati. «É incredibile aver lasciato un palazzo così per 31 anni» dichiara D'Angelo, capogruppo La tua Ancona. Dopo così tanti anni di abbandono, le erbacce hanno preso il sopravvento, i balconi sono arrugginiti e i vetri delle finestre rotti. «Sul retro ci sono due reperti storici: due macchine del 1970 parcheggiate nell'area recintata del palazzo. Possibile che non le abbiano tolte? Un minimo di decoro!» commenta Daniele Berardinelli, capogruppo Pdl. Alla sua domanda risponde il geometra Massaccesi. «Le macchine  saranno portate via dai vigili urbani quando la ditta inizierà i lavori di demolizione».

Un tempo, al piano terra si trovavano la sede del Partito Comunista e dell'associazione Arci, tanto che ancora oggi è possibile leggere le targhe sulla parete. Il palazzo si compone di tre piani, una soffitta con le cantine e un seminterrato. Facendosi largo tra le erbacce e le macerie si riesce a raggiungere il portone d'ingresso. Le scale sono sommerse da vetri rotti. Gli appartamenti sono ancora intatti, le stanze sono ancora ben divise. Ci sono solo macerie, sporcizia e mobili rotti. Alcune porte sono state rubate, su un tavolo c'è un grappolo d'uva non ancora andato a male, segno che qualcuno utilizza lo stabile come "dimora".

In quella che un tempo era una cucina, sono stati portati sportelli di auto vecchie e impolverate. Ma il comitato di Posatora non ci sta. Vuole che il Comune vada avanti con la demolizione del Palazzaccio, lo scandalo del quartiere. «Siamo rimasti stupiti di questo sopralluogo perché sono 31 anni che stiamo lottando con il Comune per la sua demolizione. Prima non c'erano mai i soldi per farlo, adesso invece che sembra che li abbia trovati, non capiamo perché Sessantacento voglia opporsi- spiega Luigi Gasparoni, rappresentante del comitato di quartiere-. Vogliamo che la cosa vada avanti. Al posto del palazzaccio abbiamo proposto la costruzione di una pista di pattinaggio per i bambini». Accanto all'edificio abbandonato c'è la sede di 120 scout. Sembra che i bambini, intenti alle pulizie, abbiano trovato bilancini e siringhe. Inoltre, quando c'è vento, il pericolo aumenta in quanto cadono vetri dall'alto.

Quello che l'opposizione non riesce a comprendere è come mai, un edificio sempre in zona frana e nelle stesse condizioni del palazzaccio, venga invece risistemato e rivalutato dal punto di vista abitativo. L'immobile in questione si trova in via grotte e l'appartamento al pian terreno, 144 mq più un piccolo giardino, sarà venduto all'asta dal Comune il 27 novembre. A recuperarlo un privato che ha usufruito dei fondi frana. La base d'asta è di 44mila euro più il rimborso dei costi sostenuti ad oggi quindi € 66,560,65. L'alloggio verrà lasciato senza finiture, chi diventerà il nuovo proprietario dovrà provvedere a completare i lavori. 

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