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Ponte dimenticato, sit-in in Consiglio Comunale. Manarini: «Sarà agibile a gennaio»

Il ponte di via delle Saline, inagibile dal 2015 dopo i lavori per la terza corsia, sta per essere riaperto. Per l'asfaltatura della strada si aspetterà invece il nuovo anno

Un cavo di fibra ottica inutilizzato dalla Marina, la cui esistenza era sconosciuta al Comune fino a poco tempo fa, e la mancata interruzione per 4 mesi dell’elettricità sui cavi aerei da parte dell’Enel. Sono le motivazioni con cui l’assessore ai lavori pubblici Paolo Manarini ha spiegato i ritardi sui lavori del ponte San Sebastiano, in via delle Saline, inagibile da oltre due anni. Davanti al gruppo di residenti che stamattina ha organizzato un breve sit-in durante il consiglio comunale, lo stesso Manarini ha assicurato che il ponte in questione sarà completato a metà gennaio: «I lavori sul ponte sono conclusi, manca soltanto la pavimentazione e l'esecuzione del collaudo, sicuramente per la metà di gennaio sarà transitabile». Per quanto riguarda l’asfaltatura del resto di via delle Saline, in condizioni critiche da circa 5 anni, se ne riparlerà nel 2018: «Per ora non sono ipotizzabili interventi» ha spiegato l’assessore.

A sollevare la questione in aula è stato il Italo D’Angelo (La tua Ancona): «Quella strada è pericolosa» ha detto rivolgendosi a Manarini. La viabilità di via delle Saline è logisticamente importante perché il tratto collega Casine di Paterno a Castelferretti e insiste su 3 comuni (Ancona, Falconara e Camerata Picena). Per raggiungere Torrette i residenti transitano per Barcaglione trovandosi di fatto costretti ad appesantire le condizioni del traffico. A danneggiare il ponte, sostengono i residenti e l’amministrazione, è stato il continuo viavai di mezzi pesanti che hanno lavorato alla realizzazione della terza corsia autostradale. Il Comune ha chiesto un risarcimento danni alla società autostrade e alle ditte appaltatrici: «Poteremo avanti l’azione in corso di istruttoria con il massimo delle nostre energie» ha spiegato Manarini.

L’andirivieni ha danneggiato anche l’asfalto: «In tre anni ci ho demolito la macchina, ora ne ho una nuova ma le sospensioni sono già un disastro e per me queste spese sono come tasse supplementari rispetto a quelle che già mi fa pagare il Comune» spiega Marcello Concettoni. A chiedere tempi certi c’era anche Mauro Marchetti: «La strada è stata rappezzata a macchia di leopardo e non prevede la possibilità di passare questo inverno, è un continuo di macchine che si rompono e di incidenti schivati. Autostrade ha usufruito di quel ponte, poi si è creata una viabilità alternativa – conclude il residente- ma quando ha terminato i lavori ha chiuso quelle vie alternative e a noi non è mai stato permesso di utilizzarle»

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