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Caso ditta Baldini, Rubini all'attacco del Pd: «Ceriscioli latitante e Lodolini uccel di bosco»

Il consigliere comunale Francesco Rubini (SEL-ABC) ritorna sulla questione della ditta Baldini e punt ail dito contro un gioverno comunale, regionale e nazionale a firma Partito Democratico

«Non è più possibile tacere infatti le gravi e comprovate responsabilità del governo nazionale e locale, entrambi monocolore PD, entrambi totalmente incapaci di intervenire nei confronti di un'azienda pubblica come di fatto è la società autostrade che, invece di investire i denari incassati dai salati pedaggi autostradali in opere manutentive e di miglioramento della rete, chiude decine di ponti in tutto il paese per liberarsi di ogni responsabilità di fronte ad ulteriori ed eventuali crolli». Con queste parole il consigliere comunale Francesco Rubini (SEL-ABC) ritorna sulla questione della ditta Baldini e punt ail dito contro un gioverno comunale, regionale e nazionale a firma Partito Democratico. «Molto si è parlato in queste settimane del clamoroso caso della chiusura della ditta Baldini di Camerano vittima di un vero e proprio sopruso da parte della società autostrade. In molti, politici e non, hanno preso parola per denunciare un accadimento assurdo che continua a mettere a rischio una realtà lavorativa solida e di eccellenza nel territorio, e con lei i suoi 15 dipendenti. Ad oggi, in attesa dell'esito della vicenda giudiziaria in atto in tribunale, una soluzione politica definitiva continua a non vedersi, malgrado il clamore mediatico che da giorni interessa ormai anche i media nazionali.

Da questo punto di vista, per rispetto della verità dei fatti e per respingere una sorta di vulgata demagogica che vorrebbe tutti allo stesso modo responsabili di una situazione così grave e assurda, ci teniamo a sottolineare come, in verità, i responsabili politici della vicenda siano stati ben chiari a tutti fin dal primo giorno di presidio degli operai Baldini. Nè il governo centrale nè tanto meno quello regionale sono stati infatti in grado di svolgere alcun ruolo di pressione e risoluzione della controversia abbandonando l'azienda e i suoi dipendenti ad una battaglia lunga ed estenuante: non pervenuto il ministro Delrio, introvabile il presidente della regione Ceriscioli, uccel di bosco il deputato Lodolini capace di fare poco altro che un comunicato stampa e depositare un'interrogazione parlamentare, pur passando gran parte del suo tempo a Roma, fianco a fianco di ministri e sottosegretari. Eppure, tutti loro, aldilà delle chiacchiere, avrebbero una lunga serie di poteri politici e giuridici per intervenire nei confronti di una società che, piuttosto che unicamente ripartire tra i suoi vertici gli ingenti profitti e guadagni prodotti, dovrebbe, in linea con la sua natura di società di pubblico servizio, occuparsi di garantire a milioni di cittadini il libero e sicuro transito stradale lungo tutto il paese. Quanto a noi, forza politica di opposizione e di minoranza, sprovvista dei poteri di cui sopra, continueremo a lottare al fianco degli operai della ditta Baldini e di chiunque altro si ritroverà a combattere inaccettabili soprusi».

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