Polizia locale, i Comuni si appellano alla Regione Marche: «O lavoro di squadra o disservizio»

I temi sono stati posti sul tavolo dagli assessori di Camerano Costantino Renato, di Osimo Federica Gatto e Castelfidardo Ilenia Pelati

Foto di archivio

Collaborazione e aiuto reciproco tra comandi di polizia locale e la Regione Marche, istituzione di una centrale operativa su area vasta, sfruttando l’attuale SOUP e la Polizia Provinciale e un numero unico a cui i cittadini possono rivolgersi. E ancora: predisposizione protocolli operativi unici su sistemi integrati di sicurezza pubblica con Prefettura, carabinieri, polizia e soggetti che operano nell’ambito del soccorso sanitario, di calamità e della sicurezza privata; regolamento unico Regionale valido per tutti i comuni, incontri periodici di confronto sulle problematiche di area vasta e di esplicazione delle funzioni all’interno degli enti di appartenenza; concorso unico e valido in tutta la regione per reclutare nuovi operatori che dovranno essere formati prima di entrare in servizio; possibilità di aprire finanziamenti legati alla sicurezza pubblica; messa a disposizione di radio, sfruttando la già presente rete di antenne su tutta la Regione; sviluppo di apposite app per l’individuazione delle pattuglie sul territorio, per velocizzare gli interventi; gruppi di agenti specializzati in alcune materie specifiche, a cui ogni Comune può rivolgersi; una tutela legale e di supporto strategico e normativo a favore di Comandi e Servizi presenti sul territorio Regionale.

Questi sono alcuni degli argomenti posti all’assessore regionale alla polizia locale e alle politiche integrate per la sicurezza Fabrizio Cesetti, dagli assessori di Camerano Costantino Renato, di Osimo Federica Gatto e Castelfidardo Ilenia Pelati. L’incontro ha avuto come fine quello di stimolare la Regione affinché si attuassero alcuni punti, già presenti da anni nelle materie di ordinamento della Polizia Locale, che ad oggi tardano ad avere un reale e tangibile risvolto operativo.

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"Alcune azioni, come l’avvio di un numero e di una centrale unica, con una buona pianificazione e organizzazione, potrebbero sicuramente migliorare i tempi di intervento e di copertura del territorio, in quanto la stessa centrale potrebbe essere un punto di collegamento con altre forze di Polizia - spiegano gli esponenti politici locali - Un lavoro di squadra, fondato su confronto e condivisione, potrebbe inoltre sollevare i singoli comandi dalla quasi e completa “solitudine” in cui operano, causato in primis da un sistema amministrativo e normativo molto complesso, che tende quasi solo ed esclusivamente a rendere più complicato qualsiasi iter e aumenta le responsabilità a carico degli agenti che spesso si trovano ad agire totalmente isolati su problemi e situazioni che non possono essere risolte con la sola “buona volontà” del singolo operatore. Quanto detto si trasforma in disservizi per i cittadini e malcontento per gli agenti. In una rete di collaborazione per la sicurezza pubblica, la polizia locale potrebbe svolgere un ruolo di primaria importanza, considerato che gli agenti sono presenti in tutti i Comuni e gli stessi conoscono molto bene il territorio e le persone in cui ci vivono. Auspichiamo che alcuni di questi punti siano vagliati e messi in azione in pochi mesi e che la Regione sviluppi in tempi brevi anche gli altri punti, cercando di raccordare in modo veloce tutti gli “attori” implicati nella gestione dei servizi di sicurezza pubblica".

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