La plastica invade la costa dopo le mareggiate, l'idea del Comune: cassette tracciabili col microchip

L’accelerata su questa idea è arrivata dopo che il mare, in questi ultimi giorni di maltempo, ha riversato montagne di detriti sulla costa

Foto di repertorio

Mareggiate talmente forti da superare le barriere frangiflutti, “scaricando” sulla costa anconetana chili di plastica. In particolare mucchi di polistirolo che, secondo gli esperti, sarebbe quello delle cassette usate nella pesca, per trasportare il pesce fresco lungo tutta la filiera ittica, dal mare fino alla tavole delle case e dei ristoranti. Cassette che, anche per la loro leggerezza, finiscono con enorme, troppa facilità in mare, inquinando e mettendo in pericolo i pesci. Nel fine settimana appena trascorso, Ancona si è svegliata con mucchi di plastica nelle acque vicino le spiagge, in porto, a Marina Dorica e in zona Mandracchio. E il Comune dichiara guerra alle cassette di pesce di polistirolo. 

Cassette di pesce tracciabili

Dopo una serie di sopralluoghi, è arrivata l’idea dell’assessore all’ambiente Michele Polenta (foto a sinistra): far sì che nella pesca si torni alle cassette rigide di Michele Polentaplastica, con una novità: la presenza di un microchip al proprio interno. «E’ vero, parliamo di plastica, che non si decompone in mare, ma, innanzi tutto sono rigide e non finiscono in mare con la facilità con cui ci finiscono le cassette di polistirolo, e poi sono dotate di microchip» ha spiegato proprio l’assessore all’ambiente. Cosa cambierebbe? «Al primo acquirente viene assegnato un codice al microchip, che da quel momento sarebbe in grado di tracciare tutti i passaggi del mercato del pesce. Così, se una di queste cassette finisce in mare o comunque viene abbandonata in modo inquinante, saremmo in grado di risalire all’ultimo possessore e procedere con una multa, quantomeno con il rimborso del costo. Così possiamo mantenere viva la vita della cassetta e responsabilizzare gli operatori del mare che lavorano con la plastica». 

L’accelerata su questa idea è arrivata dopo che il mare, in questi ultimi giorni di maltempo, ha riversato chili di detriti sulla costa. L’assessore Polenta ha fatto una serie di verifiche, parlando con alcuni operatori marittimi anconetani, tra cui anche il direttore di Marina Dorica Leonardo Zuccaro. Il Comune dorico dunque sta verificando l’uso di queste cassette, già brevettate e usate in altre città d’Italia.

Ipotesi cassette biodegradabili (meno allettante)

L’alternativa sarebbero delle cassette fatte di altro materiale che, a differenza della plastica, si biodegraderebbe in pochi mesi in mare. «Non sarebbe praticabile perché, è vero che non è plastica e sarebbe meglio sotto il profilo ambientale, ma è una cosa sperimentale, comunque inquina e costa molto di più: difficilmente gli imprenditori della pesca ci seguirebbero in questo cambiamento».

La mozione verde

Un’idea, quella del cambio di cassette, che i Verdi avevano già avanzato il febbraio scorso con una mozione presentata dal consigliere Diego Urbisaglia per la “sostituzione delle cassette di polistirolo per la commercializzazione del pesce, con cassette biodegradabili o ritornare all’utilizzo delle cassette in plastica rigida”. Il testo impegnava il sindaco Mancinelli e la giunta:

“Ad affidare ad un ente scientifico, l’incarico di valutare possibili soluzioni sostitutive all’utilizzo delle cassette del pesce in polistirolo, mettendo al centro dello studio la fattività di una eventuale sostituzione mediante cassette realizzate con polimeri biodegradabili…Pensare anche ad una sorta di incentivo da erogare mediante specifici fondi su capitoli legati alla pesca sostenibile, da erogare a quelle categorie che in un processo di cambiamento a favore dell’ambiente potrebbero subire delle penalizzazioni economiche. In assenza di soluzioni alternative effettuare una valutazione costi benefici di un possibile ritorno all’utilizzo della cassetta di plastica rigida”.

Per questo la giunta Mancinelli sta lavorando per avere tutta una serie di documentazione e studiare come mettere in pratica questa idea, di concerto con l’Ufficio Commercio e attori quali il Cnr e Mercato ittico. «Da sempre siamo impegnati nella tutela dell’ambiente, delle coste e dei parchi. Credo sia giusto fare qualcosa di innovativo» ha confermato Polenta. 

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