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Primarie centrosinistra, Pesaresi si presenta: «Un nuovo ciclo per la nostra Ancona»

Carlo Pesaresi il 13 novembre sarà in corsa per il ruolo di leader della coalizione verso le elezioni comunali di aprile 2023

ANCONA- Guardare avanti. È l’esortazione che Carlo Pesaresi lancia dal Pincio alla città, nel giorno della sua presentazione pubblica a candidato alle Primarie attraverso le quali il prossimo 13 novembre il Centrosinistra sceglierà il suo candidato sindaco per Ancona (in corsa anche l’attuale assessore al porto Ida Simonella). Guardare avanti con la consapevolezza del passato e soprattutto del presente, delle difficoltà che pandemia e crisi economica stanno lasciando nella società, dell’emergenza ecologica e climatica, ma senza voltarsi indietro.

«Nel 2023 si chiuderà un ciclo per l'amministrazione di Ancona – ha detto in apertura Pesaresi –. Un altro ne apriremo, più bello, e lo faremo assieme. Le città tornano ad essere centrali nella geografia dello sviluppo del Paese. Questo Paese può e deve ripartire da loro. E questo è uno dei motivi che mi ha spinto a candidarmi insieme alla convinzione che il governo della nostra città, soprattutto nell'ultimo periodo, abbia con troppo timore affrontato questa sfida e abbia scelto di sedersi sul già fatto, e sostanzialmente di chiudersi». Alla presenza di molti cittadini, tanti giovani, dei segretari di partito e dei rappresentanti delle forze politiche della coalizione di Centrosinistra, Pesaresi – cinquantuno anni, avvocato, che ha ricoperto il ruolo di assessore alla Cultura della Provincia di Ancona, di presidente del Consorzio Marche Spettacolo e della Form – ha tracciato le direttrici lungo le quali si delinea la sua Ancona del futuro. La prima: un nuovo modello di governo della città, più improntato al confronto ed al dialogo «concetti non incompatibili con la necessità di essere concreti – ha sottolineato – con un coinvolgimento effettivo e non di facciata dei consiglieri comunali, dei rappresentanti sul territorio, attraverso una riscrittura delle regole per i Consigli territoriali di partecipazione, dei cittadini per la gestione condivisa dei beni comuni, degli enti e delle organizzazioni intermedie, del terzo settore». La seconda: Ancona capoluogo, di regione e dell’Adriatico.

«Che significa non rimanere isolati, un dialogo determinato fermo e costruttivo con tutta la Regione, con lo Stato e con l’Europa attraverso la Macroregione adriatico-ionica. Essere presenti nei tavoli decisionali, a Roma come a Palazzo Raffaello». E ancora: rilancio del sistema dei servizi sociali improntato alla prossimità con un’attenzione particolare alle fragilità di una città che invecchia, ma che risente anche «della crisi che attraversa la popolazione giovanissima e delle fragilità degli adolescenti. Ecco che allora lanciamo oggi il progetto ambizioso di Ancona città della salute». Dalla città che si prende cura dei suoi cittadini alla cura della città. «Rendiamo Ancona più bella e attrattiva. Rendiamo Ancona gentile. Diffondiamo la cultura dell'accoglienza il più possibile. Abbiamo cura del bene comune. Su questo non c'è dubbio molto c'è da fare. Riscriviamo assieme un'identità diversa dallo stereotipo della crocetta perché siamo in grado di offrire molto più di questo».

 Susanna Dini - Presentazione-2

In chiusura del suo intervento, Pesaresi ha ricordato altri due temi fondamentali della sua corsa alle Primarie. Il primo: le nuove generazioni. «Ancona purtroppo è respingente da questo punto di vista. Non riduciamo vi prego il tutto al tema della movida. Creiamo spazi di socialità, di rete, di creatività, anche per far nascere nuove imprese giovanili». Scenari non impossibili, come ha dimostrato la testimonianza, in apertura della serata, dell’operatrice culturale, Chiara Malerba, gestore dei Cinema Azzurro ed Italia, che nel momento più difficile per le attività cinematografiche, quando ad Ancona e un po’ ovunque chiudevano pressoché tutte le sale ha scelto di rilanciare, di investire, «emblema di una città che non si abbandona all'idea di non potersi riaccendere», ha precisato Pesaresi. Il secondo: l’ambiente, della tutela delle aree verdi e naturali, dei parchi, della mobilità dolce, della lotta all’inquinamento. Sul punto, il candidato alle Primarie lancia un appello alla coalizione «non possiamo permetterci il lusso di rinunciare a chi è portatore di interessi diffusi ed importanti come la questione ambientalista, che oggi riveste un'importanza fondamentale e che più di ogni altra interessa e attraversa le nuove generazioni».

A dare ulteriore vigore alla visione dell’Ancona del futuro di Carlo Pesaresi, l’avvocato trentunenne Matteo Bilei, e la consigliera comunale, avvocata, Susanna Dini (nella foto sopra), tra i primi a sostenere il suo progetto per le Primarie. «Dopo una mia prima candidatura a sindaco nove anni fa con il progetto A2O non ho più preso parte attivamente ad una competizione politica, oggi decido di sostenere Carlo perché ritengo che sia un momento storico sia a livello locale, perché si chiude un ciclo amministrativo, sia a livello nazionale – ha affermato Bilei –. Lo sostengo perché penso sia necessario un nuovo approccio alla politica basato sui temi e non sulla formazione del consenso. Carlo rappresenta questo nuovo approccio nel modo in cui sta progettando l’Ancona di domani, basata sull’innovazione, sull’attenzione ai giovani quali costruttori di futuro, sulla sostenibilità ambientale, sulla contaminazione culturale che può fare di Ancona città pienamente inserita in un contesto europeo». Ha aggiunto Dini: «Come Partito democratico abbiamo fortemente voluto le Primarie, perché significa dare spazio alla partecipazione, al coinvolgimento degli elettori e aprirsi alla città per condividere visioni e prospettive. In questo quadro, ho deciso di sostenere Carlo in primis perché è un amico, conosciuto tanti anni fa, perché come me, in altri ambiti e in altri modi si è sempre impegnato per la città dove siamo nati e cresciuti e alla quale vogliamo un gran bene e perché anche lui come me da anni si impegna per farla crescere e renderla più bella dentro e fuori. La sua candidatura nasce da un percorso ampio, condiviso e inclusivo e sicuramente porta una ventata di novità e di originalità».

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