Percolato nella rete fognaria, botta e risposta tra associazioni ambientaliste e Regione

Al centro della polemica un atto approvato dal Consiglio regionale, critiche da Legambiente e Dipende da Noi

Foto di repertorio

Percolato nella rete fognaria, botta e risposta tra le associazioni ambientaliste e la Regione. Roberto Mancini (Dipende da Noi) incalza sul tema: «Mentre si moltiplicano gli appelli al voto utile per non far vincere la destra da parte del Partito Democratico e del suo candidato presidente Maurizio Mangialardi, il consiglio regionale marchigiano - lo ricordiamo, a maggioranza di centrosinistra - ha approvato un atto amministrativo che permette alle discariche di riversare nella rete fognaria pubblica il percolato, liquido altamente inquinante che si forma dall'infiltrazione dell'acqua nei rifiuti. In esso sono presenti sostanze altamente pericolose come metalli pesanti, idrocarburi, Ipa e contaminanti inorganici, sostanze che andrebbero trattate in appositi impianti di depurazione ad altissima tecnologia. Dipende da Noi si associa all'indignazione di Legambiente e delle altre associazioni ambientaliste marchigiane e chiede che tale atto amministrativo venga immediatamente stracciato. Noi siamo accanto ai ragazzi che a milioni, anche in Italia, vogliono salvare il mondo: non saremo mai solidali con chi invece lo vuole inquinare. No al percolato delle discariche nella rete fognaria, la Regione revochi questa sua scelta irresponsabile». 

Immediata la replica della Regione. «L’atto amministrativo numero 81 approvato dal Consiglio della Regione Marche non permette assolutamente lo scarico diretto del percolato proveniente dalle discariche nella rete fognaria - precisa una nota -. Sono state eliminate le deroghe fino ad ora previste ai valori limite degli scarichi in pubblica fognatura fissate dalla Giunta nel 2013 uniformandosi alle vigente normativa nazionale. Pertanto, sostanze come i metalli ed altre sostanze organiche, prodotte da cicli industriali e/o dalle discariche non potranno essere scaricati in pubblica fognatura, se non nel rispetto dei valori limite previsti dalla norma nazionale per i corpi idrici superficiali. È rimasta la possibilità, prevista dalla norma nazionale, che il gestore del Servizio Idrico Integrato possa autorizzare scarichi di acque reflue industriali, anche provenienti dalle discariche, con valori in deroga per alcuni parametri (esclusivamente quelli biologici degradabili), se la rete fognaria e l’impianto di depurazione di acque reflue urbane è idoneo a trasportarli e trattarli senza creare danni all’ambiente. Quindi per gli elementi biodegradabili, quali Bod5, ammonio e fosforo, sono ammesse deroghe al recapito in rete fognaria da parte del gestore del Servizio Idrico Integrato che provvederà direttamente alla trattamento, creando di fatto una flessibilità nella gestione di quei parametri che possono essere depurati sia da impianti di depurazione industriale che da quelli per le acque reflue urbane. La possibilità che tali reflui possano essere immessi nella pubblica fognatura e depurati dal gestore pubblico deve essere valutata come una forma di controllo ulteriore, e verrà attuata con rigorosa attenzione». 

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«In presenza  di sistemi fognari con scolmatori, in caso di eventi meteorici rilevanti  saranno obbligatori  sistemi automatici di controllo che permettono di bloccare lo scarico di acque reflue. In mancanza di tali sistemi di sicurezza lo scarico di acque reflue industriali, e quindi di percolato, è vietato. Pertanto la modifica adottata introduce un miglioramento della situazione attuale, e permette lo scarico di acque reflue industriali in fognatura, con alcuni parametri biologici in deroga, solo in condizioni di sicurezza definiti dalla presenza di sistemi automatici di controllo e da depuratori che hanno capacità di trattare correttamente questi parametri». 

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