Martedì, 16 Luglio 2024
Politica

Dalle Marche a Roma contro l'autonomia differenziata: PD e M5S pronti alla mobilitazione

I due capigruppo in Consiglio regionale Maurizio Mangialardi (PD) e Marta Ruggeri (M5S) invitano i cittadini a scendere in piazza

ANCONA- Partito Democratico e Movimento 5 Stelle uniti contro il Disegno di Legge sull’autonomia differenziata (n.615) del Ministro Calderoli. Domani, martedì 18 giugno, arriverà il voto del Parlamento e le due forze politiche scenderanno in piazza, a Roma, alla manifestazione nazionale, insieme ad Alleanza Verdi Sinistra e Più Europa. «La grande manifestazione nazionale di domani- spiegano i due capigruppo Maurizio Mangialardi (PD) e Marta Ruggeri (M5S) - è un momento importante per la costruzione di una forte unità di tutte le opposizioni sui temi concreti, a partire da una netta contrarietà al Disegno di Legge sull’autonomia differenziata n. 615 del Ministro Calderoli. Il nostro Paese ha bisogno non di essere ulteriormente diviso e frammentato; ma ricucito, riunificato. Esistono già spaventose diseguaglianze e sperequazioni tra Nord e Sud: il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle si propongono di dare all’Italia una maggiore equità e uniformità in termini di servizi, non di acuire gli squilibri già presenti».

I due capigruppo proseguono. «Vogliamo inoltre sottolineare come sia proprio l’Italia centrale, composta da Regioni come Marche, Lazio, Toscana e Umbria a rischiare di subire i danni più ingenti dalla riforma sull’autonomia differenziata, che spaccherà il Paese tra questione settentrionale e questione meridionale, lasciando indifesi nelle loro fragilità i territori di questa nostra “Italia di mezzo. Già la riforma del titolo V della Costituzione, approvata nel 2001 sulla spinta dell’egemonia culturale del “federalismo” leghista, ha allargato indebitamente le materie di prerogativa delle Regioni. È stato introdotto il concetto di “competenze concorrenti tra Stato e Regioni”, pasticciando e confondendo i rapporti tra gli enti. Ancora oggi ne paghiamo le conseguenze, con un’Italia che ha 20 sistemi sanitari diversi, 20 diverse strategie di promozione turistica, mentre servirebbe uno Stato forte, unitario, indivisibile, l’unico a poter garantire l’equità e la coesione territoriale».

Secondo Mangialardi e Ruggeri, «l’autonomia differenziata sarebbe un nuovo, ulteriore passo in una direzione sbagliata, con l’aggravante, stavolta, del dolo. Perché lo stesso Giuliano Amato e molti di quelli che hanno approvato la riforma del Titolo V si sono in seguito pentiti, mentre oggi il DDL Calderoli nasce al contrario con l’esplicito e anzi sbandierato obbiettivo di favorire le Regioni del Nord rispetto a quelle del Centro-Sud. Un’impostazione non solo in sé odiosa e sbagliata, ma che risulterebbe autolesionistica per le Regioni del Centro, come le Marche, che sarebbero quelle più danneggiate dall’approvazione».

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