Politica

Parco del Conero, scontro interno al Pd per la nomina del nuovo presidente dell'ente

E' quanto spiega il consigliere comunale Francesco Rubini (SEL-ABC) che parla di "omicidio volontario"

Sede ente parco del Conero

Gli scontri tutti interni al Partito Democratico per la nomina del Presidente dell'ente Parco del Conero stanno distruggendo un'eccellenza. E' quanto spiega il consigliere comunale Francesco Rubini (SEL-ABC) (in foto) che parla di "omicidio volontario", quello dell'ente Parco, il quale sconterebbe una guerra di potere tra il sindaco Valeria Mancinelli, i circoli del suo Partito Democratico con in mezzo il Presidente della Regione Ceriscioli:

"Dopo anni di tagli alle risorse, indifferenza e ostilità, il partito democratico, che governa la regione e 3 dei quattro Comuni che insistono sulla zona del Parco, ha deciso di ammazzare definitivamente una delle eccellenze del nostro territorio. Quello che sta accadendo sulla (non) nomina del nuovo presidente dell'ente Parco ha infatti tutte le caratteristiche di un omicidio volontario con il Partito Democratico protagonista di una guerra intestina interna che vede affrontarsi violentemente le componenti interne al partito. Da un parte Valeria Mancinelli, prima cittadina anconetana, che non sembra arretrare di un millimetro rispetto alla candidatura di Carlo Rossi, suo portavoce e uomo fidato, dall'altra i circoli locali che insistono sul nome di Fabia Buglioni,  già vice presidente del Parco, dirigente del pd anconetano e candidata alle regionali scorse. In mezzo Ceriscioli e la sua giunta, sempre di area PD, impegnati a prendere tempo per garantire ai loro amici di partito di scannarsi senza troppe preoccupazioni. Nel frattempo il Parco muore lentamente , senza soldi e progetti, privo di una guida e di un'amministrazione, senza una legge di riordino delle aree protette, con lo spauracchio di un'ulteriore proroga del periodo di commissariamento oggi paventato per un'ulteriore anno e mezzo. Un vero e proprio capolavoro politico, l'ennesima prova di maturità politica del PD locale e della sindaca Mancinelli, sempre pronta a cannibalizzare ogni ostacolo frapposto alla sue mire autoritarie. A farne le spese, ovviamente, è il territorio locale e le sue eccellenze paesaggistiche, martoriate sotto i colpi della volgarità di questa presunta classe dirigente".

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