Parco del Conero, il M5S Marche: «È un bene di tutti, non di quattro Comuni»

Il gruppo pentastellato regionale contesta aspramente la legge «che non pone al centro i cittadini, né la tutela ambientale»

Le Due Sorelle, uno dei simboli del parco

«Non i cittadini, né la tutela ambientale al centro della PdL 223/18». Peppe Giorgini, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Marche, contrasta con forza la Proposta di Legge recante “Disposizioni urgenti per l’Ente parco regionale del Conero”, approvata oggi in consiglio regionale. «Il parco è di tutti, non è di Ancona, Camerano, Sirolo e Numana – tuona Giorgini -. È un bene da difendere e valorizzare, da Pesaro ad Ascoli Piceno. Un'eccellenza della nostra regione, che non può finire in mano alla politica. Attribuire la maggioranza nel consiglio direttivo ai sindaci è profondamente sbagliato, a mio parere, perché avranno un potere eccessivo. Sovraordinato, ad esempio, ai piani regolatori». L'emendamento presentato dal M5S Marche, bocciato in aula, mirava proprio a inserire nel consiglio direttivo dell'Ente Parco anche un rappresentante designato dalle associazioni di categoria del settore turistico e un delegato indicato dall'Università Politecnica delle Marche, oltre appunto ai rappresentanti dei quattro Comuni, della Regione e ad altri delegati di organizzazioni professionali agricole e associazioni di protezione ambientale.

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«Con l'obiettivo, appunto – specifica ancora Giorgini – di evitare la concentrazione di potere nelle mani dei Comuni. Nel nostro emendamento, che fra l'altro era stato approvato in commissione poi si è fatta marcia indietro, chiedevamo infatti di aumentare i componenti, per i quali non si prevedono indennità e gettoni di presenza, da 8 a 10». «Si stanno snaturando le aree protette per favorire gli interessi della maggioranza – è anche il parere del capogruppo Gianni Maggi -. Stiamo consegnando il parco del Conero ai sindaci, che ovviamente sono mossi da interessi ed esigenze differenti, pur legittimi. Non c'è sfiducia nei confronti degli amministratori, tutt'altro. A nostro parere sarebbe stato più opportuno dare pari dignità a tutti. Questa PdL è da respingere, sia dal punto di vista politico che ambientale».

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