Lunedì, 27 Settembre 2021
Politica

Parchi chiusi in città, Quacquarini: «Decisione illegittima, scelta autoritaria e sbagliata»

Il consigliere comunale chiede che «si provveda quanto prima a ristabilire la normalità a norma di legge nella città di Ancona» con un'ordinanza che, ad oggi, non c'è

In merito alle chiusure dei parchi in città interviene Gianluca Quacquarini, consigliere comunale (Gruppo Misto - Democrazia Collettiva) ribadisce come gli spazi verdi siano stati chiusi senza nessuna ordinanza sindacale. «Come se fossero giardini privati di qualcuno della Giunta. Non va affatto bene perché i parchi sono pubblici e quindi di tutti noi cittadini anconetani» Il consigleire prosegue: «Si giustificano dicendo che "per evitare assembramenti, nel rispetto del nuovo Decreto del Governo, sono stati chiusi i parchi" come scritto in mattinata sulla pagina Facebook del Comune di Ancona - Informacittà. Ma il Decreto in questione non è del Governo ma del Presidente del Consiglio dei Ministri, da qui l'abbreviazione Dpcm, e in secondo luogo nel suddetto provvedimento non si dice di chiudere i parchi anche se in zona rossa».

«Infatti - dice Quacquarini - nel Dpcm del 2 marzo, quello ora in vigore, l'articolo 11 dove vengono specificate le "Misure concernenti luoghi ove possono crearsi assembramenti" al comma 3 è precisato che "L'accesso del pubblico ai parchi, alle ville e ai giardini pubblici é condizionato al rigoroso rispetto del divieto di assembramento di cui all'art. 1, comma 8, primo periodo, del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14  luglio 2020, n. 74, nonché della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro. É consentito l'accesso dei minori, anche assieme ai familiari o ad altre persone abitualmente conviventi o deputate alla loro cura, ad aree gioco all'interno di parchi, ville e giardini pubblici, per svolgere attività ludica o ricreativa all'aperto nel  rispetto delle linee guida del  Dipartimento per le politiche della famiglia di cui all'allegato 8". Mentre l'articolo 17 dello stesso Decreto dove si parla di "Attività motoria e attività sportiva" al comma 1 specifica che: "É consentito svolgere attività sportiva o attività motoria all'aperto, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici, ove accessibili, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l'attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività salvo che sia necessaria la presenza di un accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti".  E dunque nel Dpcm del Presidente del Consiglio Mario Draghi, in vigore da sabato scorso 6 marzo fino al prossimo 6 aprile, non si parla di chiusura dei parchi ma l'accesso agli stessi è condizionato giustamente al rispetto di quelle che sono le raccomandazioni abituali da 1 anno a questa parte e per le attività sportive si specifica che si può andare al parco ove accessibili e cioè dove NON ci sono in vigore ordinanze sindacali dei Comuni a cui sono demandate».


Il consigliere conclude così la nota: «Come spesso succede perciò il sindaco Mancinelli sfugge alle sue responsabilità facendo chiudere in modo illegittimo i parchi senza firmare nessuna ordinanza scaricando la responsabilità su altri, in questo caso il Governo, per una scelta che può apparire impopolare. Se proprio vuole chiudere i parchi prenda la penna e firmi l'ordinanza relativa senza indugiare e prendendosi la responsabilità di un atto che la legge affida a lei e non ad altri. Alle ore 13 dell'8 marzo sull'Albo Pretorio del Comune di Ancona nessuna ordinanza è stata ancora pubblicata ed i parchi restano ancora chiusi in modo autoritario. Si provveda quanto prima a ristabilire la normalità a norma di legge nella città di Ancona».

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