Politica

Eusebi (Idv): “Muse e Stabile? Serve piano industriale e spirito manageriale”

Il segretario Idv: “Ci vuole un piano industriale, la liquidazione dei due soggetti, un preciso piano di rientro dai passivi e ci vuole soprattutto un soggetto unico che gestisca teatro e lirica con spirito manageriale”

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AnconaToday

La vicenda legata al futuro delle fondazioni Muse e Stabile è di quelle che non possono essere liquidate parlando di un presunto braccio di ferro fra PD e IdV, che non esiste. Fare la massima chiarezza sulle vicende dello stabile e delle Muse significa rendere trasparenti i percorsi di queste due realtà che come noto il Comune di Ancona ha sempre sostenuto con risorse finanziarie diversificate. Somme sostanziosissime fin dal 2002 per le Muse e somme molto più contenute per il Teatro Stabile nonostante avesse il massimo riconoscimento Ministeriale, ecco perché allo stato dei fatti il rosso dello Stabile appare molto più corposo rispetto a quello delle Muse che hanno consumato il doppio delle risorse per costruire il nulla.

Da qui l’esigenza da tempo prospettata dall’Italia dei Valori  ma oggi condivisa da tutte le forze di maggioranza di salvaguardare queste due specificità, queste due risorse culturali di respiro interregionale andando però ad individuare i fattori e le cause che hanno portato alla situazione attuale e che hanno fatto registrare i forti rilievi dei revisori dei Conti e della stessa corte dei Conti.
Chiaramente in questo quadro la mozione condivisa da tutti i cinque capigruppo della maggioranza e primo firmatario il Sindaco andava  e va nella giusta direzione. Ci vuole un piano  industriale, ci vuole la liquidazione dei due soggetti, ci vuole chiaramente un preciso piano di rientro dai passivi addebitati alle due fondazioni dove siano indicati gli apporti dovuti dai soci attuali e receduti, coerente con l’evolversi della possibile procedura di liquidazione che auspicabilmente sarà di entrambe le fondazioni e ci vuole soprattutto un soggetto unico che gestisca teatro e lirica con spirito manageriale, passione per la cultura e rigidità assoluta contro malversazioni e clientelismo.
Nella mozione sono indicati tutti i possibili scenari, lasciando ai tecnici di qualità che si stanno occupando della complicata questione il compito di costruire la soluzione tecnica migliore, proprio perché è indispensabile resettare e tirare una linea chiara e netta su quanto è accaduto fino a ieri. I cinque capigruppo di maggioranza erano e sono d’accordo, chi non condivide questa impostazione fa pensare che abbia qualcosa se non da nascondere quantomeno da non rendere pubblica.

Siccome  in ballo ci sono i soldi di tutti gli anconetani non ci si può scherzare sopra. E questo va detto soprattutto a quei fortunatamente pochi consiglieri del PD che non hanno inteso firmare la petizione ma va anche detto all’assessore alla cultura Nobili che con il suo atteggiamento mette anche a rischio la credibilità del Sindaco (primo firmatario della mozione) e del suo stesso capogruppo. Contestare il testo della mozione messa a punto con fatica dal suo capogruppo è infatti il segnale preoccupante di una sostanziale delegittimazione che Simone Pelosi non merita anche perché, tra l’altro, gran parte della struttura della mozione era stata elaborata dal Segretario Comunale del PD Stefano Perilli. A Perilli e Pelosi l’apprezzamento dell’Italia dei Valori per il senso di responsabilità dimostrato, agli altri amici del PD, l’IdV rinnova l’invito a compattarsi per dare un segnale chiaro alla città che ha bisogno di capire fino in fondo cosa è accaduto e cosa sta accadendo e sopratutto ha bisogno che le sue eccellenze culturali svolgano il proprio rilevante ruolo bandendo clientele e sprechi.

Segretario Comunale IdV
Paolo Eusebi

 

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