Fiera Hospital di Civitanova, AIC: «Grave errore, c'è dietro l'oscura regia di Bertolaso»

Così il Comitato di Altra Idea di Città, che analizza la scelta della giunta Ceriscioli di costruire il nuovo ospedale Covid a Civitanova

foto di repertorio

ANCONA - «Leggiamo anche in queste ore della salda volontà di Ceriscioli e del Pd di proseguire con il progetto dell’ospedale privato di Civitanova da dedicare all’emergenza Covid-19. Una struttura finanziata totalmente da privati la cui gestione è già oggi interamente affidata all’Ordine dei Cavalieri di Malta i quali, a quanto ci risulta, tramite i loro responsabili, sarebbero addirittura titolati a rilasciare interviste e dichiarazioni a nome della Regione Marche, in barba alle istituzioni democraticamente elette. Il tutto dietro la regia oscura del prode Bertolaso, arrivato nelle marche in elicottero come una star, spedito in missione divina nella nostra Regione dai leghisti lombardi, degni eredi politici della gestione del “celeste” Formigoni, condannato a 5 anni in via definitiva per corruzione nell’ambito delle inchieste sulla sanità della Regione che ha (s)governato per molti anni». Inizia così la nota del Comitato di Altra Idea di Città, che analizza la scelta della giunta Ceriscioli di costruire il nuovo ospedale Covid a Civitanova. 

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«Ebbene si - continua AIC - perché va detto fino in fondo che oggi per Ceriscioli il modello di sanità prescelto è quello Lombardo e cioè un sistema di interessi privati, consorterie, intrecci tra poteri politici, religiosi e massonici; un sistema che in questa drammatica emergenza, al netto degli immensi sforzi fatti da medici ed infermieri in corsia, ha mostrato tutte le sue falle. Un sistema da emulare quindi? Per Ceriscioli e il PD parrebbe proprio di si tanto da copiare anche la fallimentare scelta lombarda di investire milioni di euro privati in una mega struttura alla fiera di Milano (sempre con Bertolaso alla guida) che si sta rivelando di giorno in giorno un vero e proprio bluff. Verrebbe da dire dunque: le Marche come la Lombardia, Civitanova come la fiera di Milano. Nel mentre però la realtà va da un’altra parte e i dati e le evidenze scientifiche sull’epidemia dimostrano che andrebbero prese tutt’altre decisioni; perché, se è vero che, con le misure di contenimento sociale e con l’evoluzione stessa del contagio, la sfida non sarà più quella di grandi hub della terapia intensiva, ma della costruzione di un tessuto sanitario locale attento e ramificato capace di monitorare la malattia e gestirla efficacemente nella sua fase iniziale, non si capisce davvero a che cosa serva il Fiera Hospital di Civitanova se non per mandare in onda un grande show mediatico. Ma purtroppo Ceriscioli ed il Pd non paiono intenzionati ad ascoltare chi, come ad esempio Vito d’Ambrosio e Claudio Maria Maffei, da più parti e senza colore politico, va ripetendo da giorni, con competenze e dati alla mano, che quella di realizzare una grande struttura a Civitanova non è la strada giusta. Il nostro invito, già più volte palesato nel doloroso silenzio della politica locale, è quello di abbandonare presto questa triste infatuazione per i celesti lombardi e i Cavalieri di Malta di Bertolaso e di tornare piuttosto ad investire nella sanità pubblica locale, a partire dalla medicina di base e dalle necessarie dotazioni di DPI, potenziando le terapie intensive già esistenti ed andando a valorizzare ciò che già c’è e funziona, non dimenticando di poter riaprire i tanti, troppi presidi ospedalieri territoriali colpevolmente chiusi negli anni; strutture utili, assieme ad altre da ricercare, per poter tracciare ed isolare i malati di coronavirus, decongestionare gli altri ospedali, offrire periodi di post ricovero. Si inverta la rotta, c’è ancora tempo».

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