Il Comune risponde a Giulia e Simona: «Proposte altre soluzioni, via da quella casa»

La replica dell'assessore alle politiche sociali alla vicenda delle ragazze che occupano abusivamente una casa e si trovano da sei mesi senz'acqua corrente

Yasmin Al Diry

«La regolarità di quell’utenza idrica è ancora in fase di verifica e comunque non è il Comune che può riattivare il servizio bensì l’azienda alla quale, da quanto mi è stato riferito, non risulta stipulato nessun contratto di fornitura». Il Comune di Falconara replica alla vicenda sollevata da Simona Cerquetella e Giulia di Giorgio (GUARDA IL VIDEO), le ragazze che occupano abusivamente lo stabile comunale di via Damiano Chiesa e che si trovano da sei mesi senz’acqua. Anzi la strada, dice l’assessore comunale alle politiche sociali Yasmin Al Diry, è tracciata: «Devono lasciare l’alloggio, c’è un’ordinanza di sgombero emessa nel 2008 e ora spetta alla magistratura farla valere». 

Il mandato della Al Diry è successivo all’inizio di tutta la vicenda di Simona e Giorgia. Una vicenda fatta, negli ultimi 8 anni, anche di spostamenti in roulotte e notti in un furgone. L’assessore però respinge a nome dell’amministrazione Signorini le accuse di aver abbandonato le ragazze: «Sono state aiutate dai servizi sociali da prima che diventassi assessore». La Al Diry si riferisce prima di tutto al Progetto casa, un contributo economico per accompagnare all’affitto la persona bisognosa: «Era stato concesso ma poi sono risultate morose e come in altri casi hanno ricevuto lo sfratto. Noi però non abbiamo mai chiuso loro le porte». L’assessore, che è a conoscenza dell’invalidità parziale di Giulia, conferma i due colloqui che le due hanno avuto con il sindaco Stefania Signorini. «Il sindaco ci ha detto che l’acqua non è il primo problema» aveva raccontato Simona. «Il primo problema è che loro sono lì abusivamente» ha replicato l’assessore, che spiega come gli aiuti non siano stati proposti solo con il Progetto casa, ma anche con altre misure: «Negli incontri abbiamo spiegato loro quello che possiamo fare e oltre ad aver riproposto il Progetto casa (ma le ragazze raccontano di non essere in grado di sostenerlo, ndr) abbiamo detto che possono fare domanda per le abitazioni di emergenza che abbiamo a disposizione e per le quali tra poco uscirà il bando. La domanda per le case popolari l’hanno già presentata nel 2015 ma sono risultate in fondo alla graduatoria- continua l’assessore- da quest’anno però abbiamo anche gli alloggi di edilizia agevolata. Si tratta di 10 alloggi nuovi in centro e il bando scadrà a metà mese. Possono fare domanda e, se hanno i requisiti per accedere, possono trovarsi a pagare anche 200 euro di affitto. Altri strumenti non abbiamo- prosegue la Al Diry- le trattiamo come trattiamo tutti gli altri casi». Di regolarizzare la posizione delle ragazze in via Damiano Chiesa non se ne parla: «Un contratto di affitto là? Ma non è legale- spiega l’assessore- non esiste la “Repubblica di Falconara”, facciamo parte di un Paese che ha leggi e regolamenti nei quali dobbiamo muoverci». Si torna dunque sulla questione acqua. Yasmin Al Diry spiega che l’allaccio alla rete idrica dello stabile in via Chiesa è ancora sub judice: «L’azienda fornitrice alla quale si sono rivolte (Viva Servizi, ndr) è un ente terzo che è partecipato dal Comune solo in minima parte, non possiamo intervenire sulla fornitura». Chiusura sulla domanda di Simona di accedere a un contributo per partecipare a un corso di formazione professionale. Le era stato negato perché la ragazza risultava già beneficiaria del Progetto casa: «C’è un regolamento che stiamo modificando e presto passerà al vaglio del Consiglio Comunale per il quale si può avere solo un contributo annuale, ogni anno dunque è possibile chiederne un altro». 

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