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Nuovo Dpcm, Carloni critico: «Il parere delle Marche non è considerato, è triste»

«Volevo esprimere il nostro disappunto per questo modo di procedere del Governo- dice Carloni-. Abbiamo ricevuto questa notte la bozza che, come è stato già detto, non tiene in alcun conto delle nostre posizioni»

Mirco Carloni

ANCONA -  «Non si è tenuto conto delle nostre posizioni. È veramente triste». Lo ha detto il vicepresidente della Regione Marche, Mirco Carloni, nel corso della Conferenza delle Regioni di questa mattina, commentando la bozza dell'ultimo Dpcm del Governo. «Volevo esprimere il nostro disappunto per questo modo di procedere del Governo- dice Carloni-. Abbiamo ricevuto questa notte la bozza che, come è stato già detto, non tiene in alcun conto delle nostre posizioni, ma nemmeno quelle concordate in Conferenza delle Regioni che mi sembravano tutte molto intelligenti ed apprezzabili. Ritengo questa cosa è veramente triste, perchè i sentimenti negativi rispetto a queste scelte stanno arrivando, gli effetti li sentiamo».

Tra i problemi principali sottolineati dal vicepresidente leghista, oltre ai danni alle attività economiche, anche le difficoltà negli spostamenti ed i ricongiungimenti per le festività natalizie. «C'è un grande disappunto perchè questo modo di fare crea un danno enorme al nostro territorio- continua Carloni-. Noi siamo un territorio fatto di piccole realtà e di piccoli Comuni, solo 15 Comuni superano i 20.000 abitanti, quindi la penalizzazione sulla mobilità intercomunale è davvero tanta. Inoltre i ricongiungimenti familiari per noi saranno un problema molto sentito, perchè tra i piccoli Comuni il giorno di Natale non ci si potrà spostare. Questo creerà un impatto sociale molto alto».

Carloni torna sulla decisione del Governo, di tre settimane fa, di inserire le Marche nella zona arancione. «Siamo entrati in zona arancione ingiustamente da un momento all'altro su dati Rt che già cominciavano a scendere- conclude Carloni-. L'Rt stava scendendo già nel momento in cui avevamo fatto delle ordinanze che mettevano in sicurezza la nostra popolazione. Il fatto di essere diventati zona arancione non ha in alcun modo cambiato la curva che stava gia' scendendo da prima, ha soltanto danneggiato ingiustamente le attività economiche». 

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