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Regione, anche le Marche sono a favore del referendum "No trivelle"

Critiche le opposizioni. "Complimenti per l'incoerenza del Pd. A livello nazionale parlano di Sblocca Italia e oggi, a livello regionale, vanno contro una parte di quella legge" attacca Jessica Marcozzi, capogruppo di Forza Italia insieme ad Area Popolare

Anche le Marche si allineano al fronte delle Regioni del No Triv. La richiesta è quella di referendum abrogativo per abolire quelle norme contenute nei decreti Sblocca Italia e Sviluppo che consentirebbero le trivellazioni in mare, alla ricerca di petrolio e gas, bypassando il parere dei territori. Un fronte ampio. Ne fanno parte, oltre le Marche, anche Puglia, Basilicata, Abruzzo, Marche, Molise, Calabria, Campania, Veneto, Sicilia, Sardegna, Liguria.

“È necessario conciliare lo sviluppo sostenibile con il rispetto per l'ambiente, difendendo turismo, occupazione e qualità della vita - ha commentato Antonio Mastrovincenzo, presidente del consiglio regionale dopo l'approvazione dell'aula - Va riaffermato il principio di leale collaborazione tra Stato e Regioni che rappresentano l’anello più importante di collegamento tra il centro e i territori e quindi i cittadini”. Giovedì 24 settembre, a Campobasso, i presidenti dei vari consigli regionali si riuniranno per fare il punto sull’iter referendario.

Critiche le opposizioni. "Complimenti per l'incoerenza del Pd. A livello nazionale parlano di Sblocca Italia e oggi, a livello regionale, vanno contro una parte di quella legge" attacca Jessica Marcozzi, capogruppo di Forza Italia. Si unisce ai sarcastici elogi anche Mirco Carloni (Area Popolare). "Qualche giorno fa la senatrice Pd Fabbri parlava dell'importanza di evitare demagogia e allarmismi. Capisco che è finito il tour della Festa dell’Unità in cui insieme a Renzi avete inneggiato per il decreto Sblocca Italia e oggi siete qui a proporre un referendum per bloccare proprio lo Sblocca italia. Oggi mi sembra più una prima cinematografica che un consiglio regionale. Noi siamo il Paese che ha il costo energetico piu’ alto d’Europa. Abbiamo il 90% di dipendenza da energia importata e ci permettiamo ancora in un dibattito radical chic, che possiamo evitare di sfruttare le nostra risorse di idrocarburi e di gas del nostro sottosuolo".

Per il capogruppo Pd, Gianluca Busilacchi "con il dibattito in aula abbiamo voluto ribadire un principio fondamentale: le Istituzioni regionali devono poter dire la loro, specie in quelle scelte che hanno ricadute sul territorio e sulle comunità locali. Questo è pienamente in linea con un partito che si professa democratico e per niente in conflitto con il Governo".

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