menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Pronto Soccorso

Pronto Soccorso

Se si è vittima di violenza, non si paga il ticket sanitario: l'idea del M5S

La proposta del M5S trova aperture dal Pd. Ok da parte del Consiglio Regionale e ora la palla passa alla giunta. L'idea prevede il servizio gratuito del Pronto Soccorso a chi vi si rivolge per violenza domestica

Le donne vittima di violenza sessuale o violenza domestica non dovranno pagare il ticket per le prestazioni sanitarie. È la proposta dei consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle (più il fuoriuscito Bisonni dal gruppo misto) emendata e votata anche dai consiglieri del Partito Democratico. I pentastellati avevano presentato una mozione. Il Pd, da parte sua, ha presentato un emendamento per allargare l'assistenza post violenza attraverso i consultori e i distretti territoriali. «La violenza tra le mura di casa è un fenomeno molto diffuso - ha detto Romina Pergolesi, la 5 Stelle prima firmataria della mozione - che riguarda ogni forma di abuso psicologico, fisico, sessuale e le varie forme di comportamenti coercitivi esercitati per controllare emotivamente una persona può portare gravi conseguenze nella vita psichica delle donne, degli uomini e dei bambini che la subiscono e la Regione deve essere vicina alle vittime in modo concreto e non solo formale, con il suo pieno e giusto sostegno».

Per il consigliere dem Francesco Micucci, gli emendamenti hanno l'obiettivo di «garantire la gratuità delle prestazioni sanitarie alle donne che subiscono non solo violenza domestica, ma ogni forma di violenza. Un'attenzione, dunque, quella dimostrata dal Gruppo PD che porta una sostanziale differenza nella messa in pratica di queste misure». Soddisfatto Fabrizio Volpini, presidente della Commissione Sanità «ma bisogna andare oltre e fare di più. Se, infatti, in caso di violenza, la prima interfaccia per le vittime è quella del pronto soccorso, dobbiamo poi garantire alle stesse donne violate dei percorsi successivi protetti e definiti. Con ciò intendo che si deve raccordare la denuncia accettata in prima battuta dal pronto soccorso con l'azione svolta dai consultori e dai distretti territoriali lungo tutto il percorso di recupero. Un percorso che deve essere instradato su binari assistenziali protetti, preferenziali e definiti, non improvvisati, per avere certezza della tutela della privacy e dell'interconnessione dei vari servizi sanitari. Perché la vittima di violenza, nel già difficile contesto di recupero, possa essere protetta in senso globale».

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

AnconaToday è in caricamento