Il Grande Muro divide le città: «Problematico il rapporto con Ancona»

A Falconara il Comune pronto a dare appoggio al comitato del No ma è gelo sulla posizione morbida di Ancona, espressa ieri in consiglio comunale

Il sindaco Signorini con gli assessori e i membri del Comitato

Nemmeno una telefonata. E posizioni molto differenti anche se poi, la problematica, sarà la stessa. Il Grande Muro che Rfi ha in mente di realizzare lungo la linea ferroviaria, se realizzato, dividerà le case dal mare ma intanto ha già diviso le due amministrazioni comunali, di Ancona e di Falconara, sul metodo di approccio alla questione. Morbida e attendista la Dorica, come da risposta dell'assessore ai Lavori Pubblici, Paolo Manarini in consiglio comunale al consigliere di Forza Italia, Daniele Berardinelli che chiedeva lumi sul punto. Sulle barricate la cittadina a nord con mezza giunta, questa mattina, al fianco dei cittadini che hanno ufficializzato la nascita del comitato "No al muro, sì al mare". Per altro, nonostante i buoni propositi di dialogo, nessuno da Palazzo del Popolo ha alzato il telefono per avvisare il Castello che il progetto era arrivato ed era già al vaglio dell'Ufficio Urbanistica. Il sindaco Stefania Signorini e gli assessori Clemente Rossi e Valentina Barchiesi lo hanno appreso proprio da AnconaToday. «Il rapporto con Ancona potrebbe essere problematico – ha commentato Rossi – vorremmo essere rassicurati affinché la questione possa essere affrontata insieme. Se loro hanno altre idee confrontiamoci ma è importante avere chiarificazioni». 

Hanno parecchio di cui discutere le due città. Il progetto sul lato anconetano non è stato illustrato ma è facile immaginare che, partendo dal confine con Falconara, il Muro possa correre da Palombina Nuova verso Torrette. Con quali altezze? Non è dato sapere, al momento. Tra cittadini, stessa musica. «Per ora non ci sono rapporti con i residenti anconetani – ha sottolineato Luigi Galatello, titolare dell'omonima farmacia e presidente del Comitato – forse, per come sono disposte le case, il Muro è ritenuto marginale. Per noi è diverso. Il Comitato è nato dalla volontà di quanti sono direttamente coinvolti dagli espropri e da altri sensibili al bene della città. L'obiettivo è informare più persone possibile e impedire il progetto. Non siamo contrari all’aumento della qualità della vita ma il muro non fa questo: i primi tre piani delle case non vedranno la luce del sole, diventeranno insalubri per l'aumento delle pm 10 che sarà diffuso in tutta la città. Senza contare il danno paesaggistico». Poi, quasi a rispondere a Manarini, ha ribadito che l'opera «non è una barriera ma un Muro».

Tempi stretti per rispondere: «Ci saranno strascichi legali»

Dopo essersi opposti all'esproprio, al Castello si lavora a tappe forzate per arrivare, entro il 5 febbraio, a un documento con tutte le osservazioni di carattere urbanistico da inoltrare alla Regione Marche. L'ente regionale ha l'incarico, secondo la conferenza dei servizi, di dare il parere di conformità urbanistica. Sentito il Comune interessato. Nel frattempo la giunta ha in mente di consultare un legale. Questo, entro la fine dell'anno. «Siamo assolutamente determinati a fare una vera lotta con i cittadini – ha aggiunto Rossi - ma come amministratori abbiamo una responsabilità in più: stiamo elaborando altre azioni sul piano politico e ma anche sul fronte legale. Ci saranno strascichi importanti. Qui non si tratta di questione che coinvolge solo per chi abita sulla Flaminia ma anche tutti coloro che vivono o che frequentano Falconara per lavoro o per il mare». 

Petizione subito in biblioteca

L'annuncio è arrivato anche via whatsapp. Oggi e domani sarà già possibile firmare la petizione al Centro Pergoli, sede della biblioteca comunale, e, dal 27 gennaio, anche all'Anagrafe in via Roma. «Sono soddisfatta della costituzione del Comitato – ha detto il sindaco Signorini - perché l'avevo auspicata e sollecitata. L'azione amministrativa sarà decisa e forte e con il Comitato a fare da cassa di risonanza sarà anche più incisiva. Credo che questa opera avrebbe impatto disastroso per la nostra città: Rfi ha adottato una soluzione standardizzata, impensabile per Falconara. Non ci rinuceremo al mare. Combatterò al fianco dei cittadini». 

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L'obiettivo del Comitato è raggiungere le 3mila adesioni in un mese. Per farlo si cerca la collaborazione dei commercianti. È stata anche chiesta al Comune l'esenzione dalla tassa sulle affissioni per i manifesti della petizione da attaccare nelle vetrine delle attività commerciali. «Questa è una battaglia di tutti – ha concluso l'assessore Barchiesi – non parliamo solo di vista mare ma anche di salute perché il Muro impedirà il ricambio dell'aria aumentando quindi l’inquinamento. Anche il fatto che i lavori dureranno 5 anni, portando via i parcheggi sulla Flaminia, a disposizione dei residenti e dei bagnanti, è una penalizzazione degna di nota».

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