Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Politica

Cyberbullismo, Agostinelli (M5S): «Grazie al Movimento 5 Stelle una legge efficace»

«Questo provvedimento - commenta la Deputata - rappresenta senza dubbio una grande vittoria per il MoVimento 5 Stelle, che ci rende orgogliosi»

È stata pubblicata ieri la legge su cyberbullismo approvata in via definitiva il 17 maggio alla Camera dei Deputati. «Questo provvedimento - commenta la Deputata del Movimento 5 Stelle Donatella Agostinelli - rappresenta senza dubbio una grande vittoria per il MoVimento 5 Stelle che ha non solo presentato una proposta di legge a riguardo ma anche monitorato, vigilato e lottato fino all'ultimo giorno di esame del provvedimento per evitare che ne venisse stravolto e distorto lo spirito originario».

«Ci rende orgogliosi – dichiara la firmataria di una delle proposte abbinate - il fatto che sia stato riportato il testo all'originario intento: quello di intervenire a favore dei minori che della rete sono stati vittime inconsapevoli e di porre in essere strumenti preventivi tali da consentire un uso consapevole di uno strumento, quale è il web appunto, ormai alla facile portata anche dei minori. Le commissioni riunite di affari sociali e giustizia hanno lavorato a lungo sul provvedimento e hanno seguito un interessantissimo percorso di indagine conoscitiva a riguardo. Il Movimento 5 Stelle ha svolto un lavoro di leale collaborazione fin dal primo esame nelle commissioni riunite alla Camera affinché si mirasse al raggiungimento di un unico scopo: la tutela dei minori che necessitano di un sostegno e di una tutela da parte dello Stato. Sono state anche accolte alcune delle nostre proposte emendative».

«Tuttavia - conclude - alcune modifiche successivamente intervenute in sede referente, hanno rischiato di alterare completamente lo spirito della proposta. Il cyberbullismo è considerato fenomeno giovanile e minorile. Ciò è chiaramente emerso dalle stesse audizioni. Invece, le modifiche introdotte ex abrupto, prevedevano, tra le altre cose, che il provvedimento fosse diretto anche ai maggiorenni, facendo presupporre che l'intento fosse quello di inserire una norma-bavaglio o ammazza-blog, pericolosamente limitativa della libertà su Internet. A questo ci siamo strenuamente ed efficacemente opposti: il testo emendato prevedeva che qualsiasi attività compiuta sul web avrebbe conferito la possibilità a chiunque di ordinarne la cancellazione. Come conseguenza era prevista non solo la rimozione oppure l'oscuramento ma anche una sanzione penale. Chiunque avrebbe potuto chiedere la rimozione di qualsiasi cosa venisse postata sul web, rivolgendosi al garante della privacy che poteva intervenire in modo assolutamente discrezionale. Si rischiava anche un aumento esponenziale dei contenziosi».

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