Altra spallata alla movida, stop musica e alcol: «Non è proibizionismo ma sicurezza»

Il Comune ha deliberato le linee guida per modificare l’attuale regolamentazione relativa alla somministrazione di bevande alcoliche e all’uso dei contenitori

Foto di repertorio

Una nuova presa di posizione sulla sicurezza delle notti anconetane arriva dalla Giunta Mancinelli, che di recente ha deliberato le linee guida per modificare l’attuale regolamentazione relativa alla somministrazione di bevande alcoliche e all’uso dei contenitori. Cosa cambia? 

Alcol e musica, nuovo giro di vite

Primo. Divieto di stazionamento e transito nelle vie pubbliche con bicchieri o bottiglie di vetro aperte, dunque non si potrà girare per le vie con una birra in mano, con buona pace di chi la vorrebbe solo gustare per poi buttarla in un cestino dell’immondizia. Secondo. Nuove regole per la musica in piazza del Papa, vietata dalla mezzanotte sia all’esterno che all’interno dei locali. Terzo. Il divieto da parte dei supermercati e tutti gli esercenti che non fanno ristorazione anticipa alle ore 21 (dalle 22) “per contrastare l’approvvigionamento e l’abuso di bevande alcoliche e superalcoliche”. Quarto. Bar e ristoranti potranno vendere alcol dopo le 21 ma a certe condizioni: col bicchiere con materiale compostabile fino all’1 o al tavolo fino alle 3 del mattino. 

Il Comune a braccetto con Questura e Prefettura

Una decisione che dovrà essere sottoposta al consiglio comunale e, fanno sapere dal Comune, frutto di un accordo con Questura e Prefettura, “per combattere alcuni fenomeni preoccupanti che si sono manifestati in città”, come le risse in piazza del Papa e le chiusure di alcuni locali effettuate dalla polizia dopo aver sorpreso gli esercenti a vendere alcol ai minorenni

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La spiegazione dell'assessore Stefano Foresi

Una restrizione che comunque non impedirebbe a chiunque di andare in un supermercato prima delle 21 e comprare l’alcol da consumare in serata. «Lo so, ma almeno abbiamo ristretto la possibilità di acquisto dell’alcol - spiega l’assessore alla sicurezza Stefano Foresi - Abbiamo sentito l’esigenza di restringere la vendita ai minori, che prendono l’alcol e poi lo vanno a consumare da altre parti, magari ubriacandosi». Ancona si avvicina di più ad un atteggiamento simil proibizionistico. «No non è proibizionismo perché non vietiamo la vendita dell’alcol, vogliamo dare un segnale, far capire ai ragazzi che ci sono delle regole e che oltre certi limiti non si può andare».

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