No all'ampliamento della discarica di Moie, Pergolesi (M5S): «E' una grande notizia»

Romina Pergolesi, Consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, è intervenuta in merito alla decisione assunta dal Consiglio comunale di Jesi di non ampliare la discarica

La discarica di Moie (sogenus.com)

MOIE - «Finalmente è possibile affermare che il temuto ampliamento della discarica della Cornacchia a Moie non si farà. E’ una grande notizia per tutta la Vallesina e per tutte le Marche.» Così Romina Pergolesi, Consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, interviene in merito alla decisione assunta decisione assunta dalla Provincia di Ancona che venerdì mattina ha esplicitato in Conferenza dei Servizi che il progetto di ampliamento della discarica proposto dall’ Amministrazione di Maiolati non si può fare, anticipando il diniego che formalizzerà nei prossimi giorni.

«E’ stato un lavoro durissimo e faticoso che è stato portato avanti da tutto il Movimento.  – Afferma la Pergolesi - Abbiamo spulciato centinaia di pagine, di leggi statali, regionali e provinciali, di delibere comunali e di documenti di tutti i generi. Siamo stati negli uffici regionali e provinciali, abbiamo richiesto atti che spesso c’erano recapitati con grande ritardo. Incuranti delle diffamazioni provenienti dal Pd, dall’Amministrazione Comunale e dalla Sogenus, siamo riusciti a presentare interrogazioni a Jesi e Maiolati e in Regione. Abbiamo inoltrato diffide argomentate e specifiche, fino a individuare i limiti chilometrici obbligatori tra la discarica e il centro abitato. A Jesi abbiamo ottenuto l’insediamento di una commissione comunale ad hoc da cui, in seguito, il Consiglio Comunale ha espresso la propria contrarietà all’ampliamento.»

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«Ora possiamo creare un sistema virtuoso di raccolta, smaltimento e riciclo dei rifiuti, - prosegue il Consigliere – per tutelare, prima di tutto, la salute. Possiamo ridare aria alle imprese locali e creare occupazione. L’auspicio è che ora le aziende pubbliche, gestite in modo preistorico, non ci siano più e al loro posto subentrino le aziende pubbliche che hanno come primo partner il cittadino. Vogliamo un management professionista e non nominati dai partiti. Le società per azioni pubbliche che non difendono il cittadino vanno chiuse e si apra a tutti i comuni.»

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