Crack Mercatone Uno, il Pd attacca il governo: «Situazione grave, dove si trovava Di Maio?»

Il segretario regionale Pd Giovanni Gostoli e il responsabile regionale Pd Lavoro Pietro Casalotto intervengono sulla vertenza “Mercatone Uno”

Operai davanti al Mercatone Uno

«Il Partito Democratico delle Marche è al fianco della Regione, del Presidente Ceriscioli, dell'Assessore Bravi e dei Sindacati per chiedere al Ministero dello Sviluppo Economico di trovare una soluzione capace di risolvere la crisi di Mercatone Uno». Il segretario regionale Pd Giovanni Gostoli e il responsabile regionale Pd Lavoro Pietro Casalotto intervengono sulla vertenza “Mercatone Uno”.

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«È prima di tutto una questione nazionale. Di fronte a una situazione così grave, ci chiediamo dove sia stato il Ministro Di Maio dallo scorso agosto, momento della firma della cessione dell'azienda sotto la sua responsabilità: il governo infatti si è riattivato sulla vicenda soltanto a metà aprile, quando ormai era troppo tardi - ammoniscono Gostoli e Casalotto - Eppure la vicenda avrebbe richiesto estrema attenzione: come spiegato da Carlo Calenda, ministro all'epoca della chiusura delle trattative, si era giunti a una soluzione dopo diverse aste andate deserte e l'alternativa alla vendita sarebbe stata la chiusura. Fortunatamente il precedente governo ha inserito una clausola di salvaguardia per riportare la societa’ in amministrazione straordinaria e salvaguardare i lavoratori in caso di problemi. Sarebbe stato necessario dunque un monitoraggio costante e accurato, ma il governo ha scelto di non interessarsi alla vicenda e di non intervenire quando ancora era possibile farlo. Tutta la nostra comunità rimarrà vicina ai 1800 lavoratori di Mercatone Uno e in particolare ai 120 dipendenti delle sedi marchigiane di Pesaro, Monsano e Civitanova, che attendono di sapere quale sarà il loro futuro, auspicando che il Ministro Di Maio, il suo dicastero e il governo possano finalmente attivarsi per trovare una soluzione che salvaguardi l'occupazione e rilanci l'azienda».

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