Mascherine Tricolori in piazza: «Stiamo fallendo tutti, fuori i soldi»

Così le Mascherine Tricolori, dopo il flash mob organizzato sabato ad Ancona

Il flash mob di Mascherine Tricolori

«Questa è una protesta pacifica, ma determinata. Nel pieno rispetto delle distanze, con la ferma volontà di non mettere a rischio la salute di nessuno. La colpa dell’emergenza sanitaria non è dei cittadini, ma di una politica che in questi anni ha chiuso gli ospedali, ha ridotto i posti in terapia intensiva, ha distrutto la produzione nazionale. Quella stessa politica incapace che ora rischia di farci morire di fame. Dopo due mesi di quarantena ci sono ancora attività che non sanno se, come e quando riapriranno». Così le Mascherine Tricolori, dopo il flash mob organizzato sabato ad Ancona. 

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«A più di un mese dalla tanto sbandierata “potenza di fuoco” di Conte, la maggior parte degli italiani ancora non ha visto un euro! Quello che doveva essere il “decreto aprile” sta diventando il decreto di metà maggio. Alle imprese è stato detto “andate in banca e chiedete soldi in prestito, così ci potrete pagare le tasse!”. La soluzione non è fare nuovi debiti, sempre che le banche concedano la grazia: noi pretendiamo che il governo metta sul piatto finanziamenti a fondo perduto erogati direttamente dallo Stato, come succede in Francia, in Germania o negli Stati Uniti. Serve una pace fiscale che duri almeno per tutto il 2020, sospendere gli adempimenti fiscali e bloccare tutte le cartelle di Equitalia. Qui c’è chi tra mancati ricavi e bollette rischia di non tirare più su la serranda, lo stop alle tasse è fondamentale. Così come è inaccettabile che, dopo mesi, milioni di lavoratori ancora aspettino i soldi della cassa integrazione in deroga. Dove sono poi i bonus per le famiglie o il fantomatico reddito di emergenza per i disoccupati? Possibile che centinaia di migliaia di lavoratori autonomi ancora siano in attesa del bonus Inps che doveva essere erogato il primo aprile? Di questo passo la povertà connessa alla crisi economica causerà molte più vittime dell’epidemia. Finora l’unica misura economica concreta di questo governo sono state le multe per chi ha osato manifestare il proprio dissenso. Le nostre proteste su tutto il territorio nazionale, così come quelle di commercianti e italiani disperati, sono state represse con grande velocità e severità. E così abbiamo scoperto che oltre la libertà di culto e di movimento, un altro diritto costituzionale è stato sospeso a colpi di Dpcm: quello di manifestare. Perché reprimere il dissenso se si rispettano le distanze, si indossa la mascherina e si rispettano le norme anti assembramento? A qualcuno non piace il fatto che ci siano italiani non disposti a chinare la testa? Noi pretendiamo di sapere quale sarà il nostro futuro, se esiste un’idea di come dovrà essere impostata la ripresa economica, quali saranno le regole che permetteranno alle attività più a rischio, come bar o ristoranti, di poter continuare a vivere, quali soluzioni per un settore, come quello del turismo, che rischia di scomparire. Avete una strategia che non sia quella di chiedere ancora soldi in prestito all’Europa? Queste risposte vanno date adesso! Limitarsi a dire “state a casa e mantenete le distanze”, continuare a creare un modulo di autocertificazione diverso ogni tre giorni, reprimere chi osa ribellarsi, non è più accettabile. Voi avete deciso che l’Italia deve fallire, che l’Italia deve uscire in ginocchio da questa crisi. Qualcuno vuole milioni di disoccupati e milioni di imprenditori falliti, milioni di famiglie alla fame. Non lo consentiremo. La parola deve tornare al popolo, questo governo deve andare a casa! Nonostante la repressione e i divieti, noi manifesteremo. E’ un nostro diritto, ma soprattutto è un nostro dovere. Ribellarsi oggi significa amare la nostra Nazione. Perché la mascherina non è un bavaglio».

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