Che fine fa via Thaon de Revel? "Il Comune ammetta che qualcosa non ha funzionato"

Il Movimento, con accesso agli atti, ha richiesto di entrare in possesso del capitolato che, ad oggi, non è stato consegnato. Lo hanno chiesto all’assessore Manarini, prima degli arresti

Muro pericolante in via Thaon de Revel

Il 24 ottobre scorso sono stati definitivamente aggiudicati i lavori relativi agli interventi per l’abbattimento delle barriere architettoniche e rifacimento marciapiedi in via Thaon de Revel all’impresa Duca Marco & C. s.n.c. di Cupramontana, di Marco Duca, uno degli imprenditori arrestati nell’ambito dell’inchiesta  "Ghost Jobs” sulla corruzione nel Comune di Ancona, dove sono indagati anche 4 assessori della Giunta Mancinelli. E anche questo affidamento è l’esito di una gara vinta dalla ditta Duca snc, che ha offerto un ribasso del 21.87%, sulla base d’asta di 210mila euro.

Preoccupati  quelli del Movimento 5 Stelle che si chiedono se “all’interno del capitolato fosse considerato tutto quanto c’è da fare per evitare l esolite varianti. Abbiamo, con accesso agli atti, richiesto di entrare in possesso del capitolato che, ad oggi, non ci è stato consegnato. Lo abbiamo chiesto all’assessore Manarini, prima del putiferio che si è scatenato in questi giorni, ci ha risposto di stare tranquilli che è tutto sotto controllo. Ci fidiamo?”

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Domanda retorica quella dei pentastellati che, di fronte al terremoto giudiziario, chiede che la politica continui a lavorare. “Quando entra la magistratura nelle istituzioni si riconosce un segnale ben preciso che dovrebbe arrivare forte e chiaro: la politica non sta funzionando. Le prime “autoassoluzioni” del sindaco che continua a lavorare a testa bassa come fatto finora non ci fa stare affatto tranquilli. Al di là delle verità processuali che arriveranno, non sappiamo quando, è indispensabile da subito che l’istituzione si interroghi sul come è stata esercitata l’azione politica, sul dove sono i gangli da attenzionare e sul perché qualcosa non ha funzionato. E’ infatti evidente che qualcosa non ha funzionato come avrebbe dovuto. Molti i segnali e moltissimi gli inviti alla Giunta, e alla maggioranza che la sostiene, di avviare procedure interne di “controllo” sulla gestione. Se fino ad ora hanno ignorato i segnali è bene che si attrezzino per evitare che tutto rimanga com’è. Ma il raggio di azione non riguarda solo le opere pubbliche e gli appalti relativi. Girano centinaia di migliaia di euro anche in altri settori dove è evidente che i servizi non sono all’altezza della spesa. La mancanza pressoché assoluta di controllo sostanziale genera sprechi e perdite che la collettività non può più permettersi. Ci aspettiamo coraggio, sincerità, collaborazione. Sappiamo di chiedere molto perché ciò comporterebbe una inversione a 360° da parte della amministrazione comunale, oltre che esercizio di onestà intellettuale, bene che non abbiamo potuto, purtroppo, apprezzare né nel sindaco, né nella sua giunta, né nella maggioranza che la sostiene. La ferita inferta è comunque profonda. La verità processuale arriverà, ma intanto pretendiamo un cambio di passo, quello stesso che più e più volte abbiamo richiesto e che è agli atti che non è stato mai fatto. La vicenda della gestione del comando della Polizia Locale è emblematica. Il “sistema” non è una mela marcia, il sistema è altro e profondo. Se davvero lo si vuole, si può cominciare da subito: si rivedano le scelte sbagliate e si mettano in campo tutte le misure utili e necessarie per il bene comune.

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