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Nelle Marche vaccini obbligatori. Scontro in aula: Pd si impone, Lega e M5S all'attacco

Via libera per il testo unificato che ha acquisito le proposte di legge chiamate a modificare l’ordinamento giuridico regionale in tema di vaccinazioni

La questione vaccini torna in discussione nel consiglio regionale delle Marche. La maggioranza di centrosinistra ha infatti unificato in unico testo due proposte di legge che, sostanzialmente, ribadiscono la necessita' di adempiere all'obbligo vaccinale per iscrivere i bambini a nidi e centri per l'infanzia nell'anno scolastico/educativo 2018/2019. «È intenzione del Governo modificare la legge sull'obbligo vaccinale ed e' per questo che si e' reso necessario andare ad adeguare la normativa regionale che fa riferimento alle normative nazionali - premette il presidente di Regione Luca Ceriscioli - Nel nuovo testo non ci sara' alcun riferimento a provvedimenti nazionali. La nostra legge ribadisce la necessità di adempiere all'obbligo vaccinale per iscriversi a nidi e centri per l'infanzia». Il presidente Ceriscioli difende, oltre ai vaccini, anche la scelta dell'obbligo. «Purtroppo ci sono momenti in cui di fronte ad una situazione reale diventa importante scegliere la strada obbligatorieta'- conclude-. Purtroppo c'e' in Italia un movimento antiscientifico che dice cose non vere all'opinione pubblica». Dunque via libera per il testo unificato che ha acquisito le proposte di legge chiamate a modificare l’ordinamento giuridico regionale in tema di vaccinazioni. «Sono molto soddisfatto per l’affermazione di un principio di civiltà. Vale a dire assicurare nella regione Marche l’effettiva tutela della salute dei nostri figli, grazie anche alla vaccinazione che, come dichiarato dall’Oms, rappresenta la più importante scoperta medica da parte dell’uomo». Così il Presidente del Consiglio Antonio Mastrovincenzo, dopo l’approvazione a larga maggioranza (contrari Lega e M5s) del testo unificato che ha acquisito le proposte di legge chiamate a modificare l’ordinamento giuridico regionale in tema di vaccinazioni. Ambedue gli atti, sottoscritti dallo stesso Mastrovincenzo, prevedevano alcune modifiche alla legge di settore approvata nel 2017 ed alla disciplina regionale relativa ai servizi per l’infanzia e l’adolescenza.  Cosa cambia? Da oggi tutti i bambini da 0 a 3 anni sono obbligati a vaccinarsi, non più nelle strutture ospedaliere, bansì nelle strutture di serizio della Regione. I vaccini diventano dunque questione di servizio pubblico a cui sottoporre l'utente. 

L'attatto delle opposizioni 

La Lega non è contraria ai vaccini, ma non vede di buon grado il fatto che i bambini vengano sottoposti ai vaccini senza cantrolli sanitari come fosse una catena di montaggio. Una forzatura giuridica del governo Ceriscioli per il carroccio che, in una nota di gruppo, che oggi ha presentato una mozione in consiglio regionale come risposta alla decisione della Giunta Ceriscioli e spiega: "Come al solito, la giunta Ceriscioli muove un paio di pedine e se ne infischia della partita. Sulle vaccinazioni la chiarezza invece è doverosa. Considerare le vaccinazioni un servizio alla persona è come confermarne l’obbligatorietà senza passare dal via. Per questoabbiamo chiesto di passare dalla pura e semplice chiamata ad una visione di sistema attivando un progetto di vaccino-vigilanza su base regionale per potenziare l’attività di informazione, prevenzione e sorveglianza degli eventi correlati.in linea con il decreto del 30 aprile 2015 del Ministero della Salute che aveva per oggetto le direttive europee sulla farmacovigilanza”.

Per Romina Pergolesi del Movimento 5 Stelle «Questo PD si sta affrettando ad escludere dei bimbi dai nidi senza motivazioni oggettive a supporto ma solo per una "ripicca" politica nei confronti dell'operato del Governo e del Parlamento, espressione della volontà degli italiani. Un atteggiamento irresponsabile ed ipocrita quello della maggioranza, che, incapace di gestire i propri servizi, impone l'obbligo ai cittadini. Il calo delle coperture vaccinali è dovuto alla carenza dei finanziamenti, da parte della regione, alla farmacovigilanza regionale. Le Marche sono un fanalino di coda a livello nazionale rispetto le altre regioni che hanno investito maggiormente nel sistema di vigilanza. Hanno bocciato tutti i miei emendamenti a tutela della salute e dei diritti dei bimbi, della pubblicazione dei dati e di una più puntuale vigilanza delle reazioni avverse nella nostra regione, non c'è da meravigliarsi se poi i marchigiani non si fidano più di loro e non li vogliono come rappresentanti». Gianni Maggi (M5S) ironizza sul voto, per cui «In consiglio regionale oggi si è formata una nuova maggioranza che ha votato la proposta di legge per escludere subito dai nidi e dai centri per l'infanzia i bimbi marchigiani non ancora vaccinati. La legge è stata presentata con procedura d'urgenza per annullare la proroga di un anno dell'obbligo vaccinale che il Governo ha votato recentemente, Si sono uniti alla maggioranza di Ceriscioli i due Consiglieri di Forza Italia e Bisonni del gruppo misto, i primi per seguire la linea di contrapposizione alla Lega e il secondo per cercare una candidatura alle regionali del 2020. I partiti che a marzo i marchigiani non hanno votato si uniscono per rafforzare la maggioranza in Regione e imporre una linea politica che non è più condivisa dagli elettori».

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