Test prenatale gratuito per le donne in gravidanza, approvata la mozione

Volpini: «Con una semplice goccia di sangue è possibile prevedere alcune alterazioni cromosomiche del nascituro, in piena sicurezza per donna e bambino»

Foto di repertorio (credit: cristinapassadore.it)

ANCONA – Via alla sperimentazione per lo screening prenatale non invasivo per le donne in gravidanza per arrivare alla gratuità dell’esame diagnostico. È l’impegno contenuto nella mozione presentata dal presidente della commissione Salute, Fabrizio Volpini, ed approvata ieri (23 giugno) dall’Aula. Il test, NIPT (Non Invasive Prenatal Test), consiste in un semplice prelievo del sangue e consente di prevedere con un alto grado di attendibilità alcune delle alterazioni dei cromosomi più frequenti, e cioè le trisomie 21 (sindrome di Down), 18 (Sindrome di Edwards) e 13 (Sindrome di Patau), già alla decima settimana di gestazione, in piena sicurezza per mamma e nascituro, riducendo il ricorso ad amniocentesi o villocentesi, esami invasivi che possono comportare alcuni rischi per la donna ed il bambino.

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«La mozione chiede alla Giunta l’impegno a sperimentare in una città della regione, ad esempio Loreto dove già esiste una struttura che esegue diagnosi di secondo livello, questo tipo di esame innovativo, in modo gratuito – illustra il presidente Volpini –. In commercio esiste già questo tipo di test, ma il suo costo si aggira attorno ad una media di circa 700 euro, una cifra cospicua, soprattutto per le donne che non dispongono di un reddito proprio. A trarre vantaggio da questa sperimentazione – prosegue Volpini – saranno in primis le donne in gravidanza in età avanzata, quando è più probabile la presenza di anomalie cromosomiche, ma sappiamo che in Italia, come anche nelle Marche, la media dell’età delle gestanti si è alzata molto, quindi buona parte delle donne in gravidanza potrebbero usufruire di questo importante servizio».

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