Sabato, 31 Luglio 2021
Politica

Stalle sotto la neve, la Regione: «Errore fidarsi di Coldiretti». La replica: «Scaricabarile»

Duro botta e risposta tra l'assessore Casini e il presidente De Sante sui ritardi registrati sulle strutture mobili agli allevatori terremotati. Sale a 200 il numero di capi morti

Duro botta e risposta tra Regione Marche e Coldiretti. Terreno di scontro, nemmeno a dirlo, i ritardi sull'arrivo delle stalle mobili per gli allevatori colpiti dal terremoto e, successivamente, sepolti dalla neve. Che sarebbero, stando a quanto comunicato dalla Regione, 18 tra bovine e caprine. Una 40ina sono in fase di realizzazione. Coldiretti ne ha contate appena 2. «Il nostro errore è stato fidarci della Coldiretti che doveva supportare gli allevatori che potevano farsi la stalla da soli sin dal 5 dicembre. Abbiamo sbagliato e ci scusiamo con gli allevatori che saranno risarciti i capi deceduti con la neve. Noi siamo abituati a prenderci le nostre responsabilità. È ora che la Coldiretti si prenda le sue» tuona Anna Casini, assessore all'Agricoltura e vicepresidente regionale. «Il tentativo di scaricabarile messo in atto dall’assessore Casini sarebbe ridicolo se non ci fossero di mezzo 200 animali morti e altri 6.000 al gelo assieme a centinaia di allevatori per colpa dell’incapacità della Regione Marche di garantire l’arrivo delle stalle mobili. Si faccia un esame di coscienza e ne tragga le conseguenze» è la replica a stretto giro di posta.

Secondo la Regione la possibilità di realizzare strutture in autonomia o di richiederne una all'Ente era già in essere dal 28 novembre. Al 24 dicembre non era ancora arrivata nessuna richiesta di stalla di emergenza. «Dal 24 dicembre al 9 gennaio gli uffici della Coldiretti sono rimasti chiusi – prosegue la Casini - e ad oggi sono pervenute 19 richieste di autorizzazione per la realizzazione delle piazzole per l’istallazione delle tensostrutture fornite dalla Regione a fronte di oltre 148 abilitate. La Regione, visto lo stallo di questi mesi e diramate le previsioni meteo, ha messo a disposizione e comunicato lo scorso 13 gennaio, una settimana prima dell’arrivo della neve, le 11 stalle utilizzabili e disponibili nelle zone terremotate ad ospitare un totale di circa 4mila capi tra bovini, ovini e suini. Stalle tutt’ora vuote». Affermazioni che Coldiretti giudica «deliranti». «La Casini – ribatte l'associazione - dovrebbe spiegare quante delle 18 stalle che lei considera montate sono state effettivamente completate con gli allacci di luce e acqua per poter ospitare gli animali. La chiusura degli uffici? Dal 24 dicembre al 2 gennaio (dal 3 erano regolarmente aperti) il personale della Coldiretti, dai direttori ai funzionari, è stato presente nelle zone terremotate al fianco delle aziende, come possono testimoniare gli stessi allevatori. Proviamo a fare un giro delle aziende e chiedere cosa pensano gli agricoltori terremotati su cosa ha fatto laCasini e cosa ha fatto Coldiretti».

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