Marche, Regione e province lasciano la gestione delle strade

Dopo 15 anni le statali tornano Anas grazie a un accordo con la Regione Marche. Ceriscioli: «Le Province non potevano più sostenere questa incombenza». SS16, raddoppio nel 2017

Le strade ex Anas tornano... all'Anas. Ben 531 chilometri di strade provinciali (ex statali), più 252 chilometri di strade regionali finiranno presto in gestione all'Anas grazie a un accordo firmato dal governatore Luca Ceriscioli e da Gianni Vittorio Armani, presidente e ad della società che ha in mano la rete stradale e autostradale italiana. Le Marche giocano d'anticipo. Per effetto della riforma Delrio sugli enti locali, il Ministero delle Infrastrutture dovrà riclassificare le strade italiane. In attesa di questo la Regione si è portata avanti. A gestire le strade, a effettuare la loro manutenzione, sarà già da subito Anas. Senza aspettare il Ministero. Come? Ci sono due convenzioni. La prima riguarda 531 km che saranno riclassificati subito come statali. Per la provincia di Ancona parliamo dei 62 chilometri di Arceviese, ma anche la ex SS362 Jesina (35 km tra l'Anconetano e il Maceratese) e la ex SS424 della Valcesano (altri 55 km tra le province di Ancona e Pesaro).  Anas ha anche annunciato per il 2017 l'affidamento dell'appalto per il raddoppio della statale 16 nel tratto tra Ancona e Falconara, opera attesa e di cui si parla da oltre 20 anni. 

Con l'altra convenzione le Province cedono le loro strade alla Regione che resta proprietaria ma affida il servizio di manutenzione ad Anas. Un contratto di servizio da 7 milioni di euro, cifra già prevista e approvata a bilancio dalla Regione, per i prossimi tre anni (durata dell'accordo). Le province sono d'accordo. Per loro significa non doversi più occupare di un'incombenza per la quale non avevano più fondi. Lo sanno bene gli automobilisti costretti a zigzagare tra le buche. Tutte? No, Macerata ha deciso di non firmare. Il presidente Pettinari nutre dubbi sulla tempistica della convenzione. «In Anas troviamo tutte le professionalità adatte per gestire al meglio il patrimonio viario che, è sotto gli occhi di tutti, è ammalorato e fuori dalla portata dell'azione delle provincie – ha detto Ceriscioli -. Da sindaco mi sono sempre chiesto come potesse agire una provincia nel caso di ripristino di un viadotto o di una galleria. Ora togliamo loro un'incombenza che non potevano più sostenere». 

Un'odissea amministrativa iniziata con la legge Bassanini del 2001 e terminata con la odierna Delrio: ben 15 anni durante i quali i lavoratori del comparto hanno cambiato bandiera varie volte. Dipendenti Anas, poi della Regione, poi della Provincia. E ora si torna a casa. I colloqui con i sindacati sono già in corso. «Ogni cambiamento preoccupa – ha aggiungo il governatore – i lavoratori in questi anni sono stati spostati da un ente all'altro ma tutte le garanzie che possiamo dare le daremo». Il personale degli enti andrà ad Anas in distacco volontario per la fase iniziale e, successivamente, sarà assunto dall'azienda o potrà scegliere di essere ricollocato in Regione. Secondo Armani «si riordina una serie di situazioni che avevano dell'assurdo. Pensiamo al terremoto: per andare ad Amatrice abbiamo una strada che per i 100 km abruzzesi è nostra mentre nel Lazio è della Regione. La Flaminia è regionale in Lazio, Anas in Umbria e provinciale nelle Marche. Questa diversità di gestione porta a tipi di investimento differenti tra loro. E se per qualche motivo vengono a mancare i fondi anche per un piccolo tratto si rischia interruzione dell'intera viabilità. Nelle strade dove si concentra il traffico pesante sarà riportata l'azione dello Stato».
 

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