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Marche, bonus bici ai comuni più piccoli: ok alla mozione di Micucci (Pd)

«L’attuale decreto nazionale esclude quasi il 75% dei marchigiani, va ampliata la platea dei beneficiari, anche con risorse regionali» dice Micucci

Bonus bici

Bonus per l’acquisto di bici esteso a tutti i comuni italiani, anche ai più piccoli, ed il reperimento di risorse regionali per la mobilità sostenibile. È quanto chiesto in una mozione presentata dal capogruppo Francesco Micucci ed approvata oggi dall’Aula. Il decreto legge 34 dello scorso 19 maggio prevede, infatti, un “buono mobilità” per l’acquisto di biciclette, anche a pedalata assistita, e di altri veicoli “green” solo per i cittadini maggiorenni residenti nei capoluoghi di provincia o nei comuni con popolazione superiore a 50mila abitanti. 

«Considerando l’attuale formulazione del decreto, nelle Marche possono beneficiare del bonus solo i cittadini dei comuni di Ancona, Ascoli Piceno, Fano, Fermo, Macerata, Pesaro e Urbino. Vale a dire poco più del 25 per cento della popolazione totale marchigiana, che supera i 1,5 milioni – spiega il capogruppo Micucci –. Per questo è fondamentale chiedere al Governo di estendere la misura a tutti i comuni italiani. Non solo, è importante che la Regione stessa riesca ad integrare i fondi nazionali con fondi propri, per ampliare il più possibile la platea dei beneficiari del contributo. Il mio impegno sarà massimo, come anche quello della Giunta, per reperire risorse idonee a sopperire alla carenza del provvedimento nazionale. In un momento così particolare è buona cosa fornire incentivi alle comunità, anche le più piccole, vista la crisi economica che ha provocato e provocherà nei mesi a venire il lockdown. L’accesso ai contributi per biciclette, monopattini ed altri mezzi non inquinanti può favorire non solo le famiglie quali fruitori finali, ma anche rivenditori, operatori del comparto turistico e ricettivo, basti pensare, ad esempio, al cluster turistico Marche outdoor (percorsi cicloturistici integrati in bike). Al tema economico si aggiunge poi quello della tutela ambientale e dell’aria che l’emergenza Coronavirus ha riportato con forza ai vertici dell’agenda dell’opinione pubblica, ridisegnando il futuro con un'etica più attenta al rispetto dell’ambiente, della qualità dell’aria e delle sane abitudini di vita».

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