Tutti con la Mancinelli, l'urlo della piazza anconetana: «Il blocco dei fondi ci uccide» 

Sindaco all’attacco davanti ai cittadini, se il blocco dei fondi dovesse passare anche alla Camera sarà battaglia: «Pronti a fare causa allo Stato»

Valeria Mancinelli durante l'intervento

«Il blocco dei fondi ci sta uccidendo, perché uccidere non è solo togliere la vita ma anche negare la possibilità di essere migliori che noi meritiamo». E’ stata quella di Stefania Gabbianelli, rappresentante del supercondominio di via Marchetti e via Pergolesi, la presa di posizione più forte in piazza del Crocifisso dove Ancona senza colori politici si è radunata per chiedere al Parlamento lo sblocco dei fondi congelati dal decreto milleproroghe per la riqualificazione delle periferie. Parole, quella della Gabbianelli, che hanno fatto commuovere Valeria Mancinelli e il sindaco ha promesso battaglia: «Se l’11 settembre il decreto dovesse passare anche alla Camera dei Deputati saremo in mobilitazione permanente, pronti a far causa allo Stato e non penso che saremmo l’unico Comune. Sono possibili anche delle mobilitazioni della città e quindi presidi sotto il Parlamento e tutte le altre forme di protesta civile. Avete presente Ghandi? Ecco, la stessa cosa in piccolo». In piazza, oltre al sindaco, alla giunta al completo e in mezzo a centinaia di cittadini, c’erano anche alcuni consiglieri di maggioranza, CGIL-CISL-UIL e una rappresentanza dell’opposizione. In prima fila anche Carlo Ciccioli e Angelo Eliantonio, rispettivamente consigliere e portavoce comunale di Fratelli d’Italia, la cui presenza ha sugellato di fatto lo slogan della serata: “I patti non hanno colore, si rispettano”. Non una manifestazione ma un appuntamento con la città: dopo le prese di posizione sul palco, la serata è proseguita con aperitivi e musica dal vivo sotto i portici di via Marconi. Presente un naco per la raccolta firme, la petizione online lanciata da un comune cittadino, Alessandro Zitti, ha giò raccolto 5.200 nomi. 

«I soldi devono tornare a casa»

La vicenda in questione è ormai nota alle cronache. Il 6 agosto il Senato ha approvato la conversione in legge del decreto Milleproroghe che prevede il congelamento dei fondi (12 milioni affidati ad Ancona oltre ai 4 milioni di cofinanziamento Regione-privati) per la riqualificazione delle periferie. L’11 settembre è fissato l’appuntamento cruciale alla Camera dei Deputati, nel frattempo la Mancinelli ha voluto spiegare alla cittadinanza lo stato dei fatti. Decisa e didascalica, il sindaco ha ricostruito le tappe del progetto di riqualificazione Archi-Palombella in gestazione dal 2015 e ormai prossimo alla realizzazione: «Il 3 agosto sono stati approvati i progetti esecutivi spendendo, solo per le progettazioni, 490 mila euro anticipati dal bilancio comunale. Quei soldi, in base a un contratto firmato con lo Stato, dovevano rientrare subito nelle casse perché l’accordo prevede l’anticipazione del 20% dell’importo (2 milioni e 400 mila euro) per i Comuni che hanno trasmesso i progetti esecutivi, cosa che noi abbiamo fatto. Quei soldi ci sono stati dati in forza a un contratto firmato a dicembre 2017 che lo Stato per primo deve rispettare - ribadisce il sindaco- invece ci sono stati tolti e nessuno crede che tra 2 anni ci saranno ancora. Non c’era motivo di fare questo rinvio se non con l’intenzione, evidentemente non dichiarata, di distogliere i fondi da questi progetti per destinarli ad altro. Quei soldi devono tornare a casa». La Mancinelli ha annunciato incontri, insieme agli altri sindaci italiani interessati, con tutti i parlamentari dei vari gruppi politici per chiedere che il provvedimento torni in discussione: «Tutti hanno risposto positivamente eccetto il M5S». 

Ciccioli (FdI): «Colpo di sole in Senato»

Carlo Ciccioli, in piazza, si è unito alla battaglia: «Questa storia non ha capo né coda, neppure io che ho fatto il deputato comprendo le motivazioni. Il provvedimento mette in difficoltà anche i Comuni di centrodestra, è stato un colpo di sole e spero che le frescure di settembre permettano al Parlamento di fare scelte diverse. I Comuni hanno bisogno dei fondi, altrimenti le amministrazioni rischiano di avere città in degrado». In piazza anche rappresentanti di categorie e cittadini. Per Raffaele Giorgetti (Cna Ancona): «L’11 settembre può essere una data devastante per Ancona, bisogna esortare chi può fare qualcosa a darci la possibilità di far ripartire le periferie». Per Paolo Longhi (Confartagianato): «Il fermo crea problemi anche alle imprese perché i progetti erano un volano per l’economia cittadina». Enzo Chionne (Confcommercio): «Ancona deve puntare sul turismo e sul porto, ma per farlo serve una città che si presenti bene e bella». Silvia Mondaini, commerciante, ha detto che: «La riqualificazione permette alla città di riappropriarsi di una zona votata al mare, nella mia vita ho raggiunto risultati che neppure sognavo. Ora la delusione è grossa ma con forza e passione i risultati si possono ancora ottenere».
 

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