Antifascisti in corteo bloccano gli Archi: «Impediremo a CasaPound di aprire una sede»

Il corteo si è svolto in maniera pacifica e si è sciolto poco prima delle 19 e durante la marcia antifascista sono stati diversi gli interventi per dire "no" alla libertà di azione di CasaPound

Un momento della manifestazione

Mentre l’ultradestra era riunita nella sala dell’auditorium ex Fiera della Pesca, la piazza era delle sigle antifasciste che si sono ritrovate davanti la sede di Bankitalia per sfilare in corteo contro l’iniziativa di CasaPound al motto: “Oggi come ieri non ve volemo. Ancona è antifascista”. Così recitava lo striscione in testa alle circa 200 persone arrivate a piazza Kennedy e partite intorno alle 16. Uniti per rivendicare la lotta contro ogni fascismo, razzismo e ogni violazione dei diritti civili garantiti dalla Costituzione. La stessa carta citata dal consigliere comunale di Sel-ABC Francesco Rubini a microfono, ha richiamato la storia partigiana da cui nasce la Costituzione per poi fare il punto: «La libertà di pensiero di quel testo non può essere applicata a chi fa dello squadrismo e della violenza un uso politico quotidiano. La Costituzione ci dice di essere antifascisti, ci invita ad essere in piazza, a ricordare ai benpensati che quel testo è stato scritto per impedirei ai fascisti di mettere il naso fuori dalle fogne in cui partigiani li avevano ricacciati. E allora diciamo al sindaco Mancinelli e al camerata Ciccioli che non ha perso occasione per stare zitto, che la Cosituzione chiede a tutti noi di essere antifascisti per cui saremo sempre qui e dentro le aule della rappresentanza per dire che per i fascisti non c’è spazio”.

Perché CasaPound non può presentare un libro? - VIDEO

Le sigle, tra cui Centri Sociali, Anpi, Rifondazione, sindacati e Gulliver, si sono così mosse lungo via 29 Settembre direzione Archi in un percorso blindato dalle Forze di Polizia. In tutto circa 50 agenti tra Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e vigili urbani che hanno bloccato il traffico da piazza Kennedy a piazzale Italia con agenti della Municipale a presidio in via Marsala e via Leopardi. Secondo quanto disposo dalla Questura di Ancona, i manifestanti sono arrivati alla rotatoria della galleria San Martino per poi deviare in via Vasari, fino all’altezza della banchina via Nazario Sauro. Lì dove le forze dell’Ordine erano schierate in 3 blocchi in assetto antisommossa con due auto dei carabinieri all’incrocio tra via Marconi e l’area portuale, due furgoni della Celere all’altezza dei binari ferroviari e altri furgoni di Polizia e carabinieri proprio intorno alla sala convegni dell’area ex fiera.

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Il corteo si è svolto in maniera pacifica e si è sciolto poco prima delle 19 senza nessun tipo di problema di ordine pubblico. Durante la marcia sono stati diversi gli interventi dei partecipanti tra cui Vittorio della rivista “Malamente” che ha puntato il dito contro Filippo Burla, autore del libro “Il corporativismo del terzo millennio”, indicandolo come «un avvocato che fa il mediatore civile presso InMediaLex, cioè si occupa di accordi tra le aziende dei padroni e oggi è qui ad Ancona per riproporre il corporativismo fascista, uno stato autoritario, una  proposta velenosa di frontea alla quale c'é ancora chi parla di libertà, pensando di poterla dare a chi, appena prende un minimo di potere, è pronto a cancellarla». Dunque la libertà vale per chi la rispetta e la professa per tutti. Per questo il corteo ha anche rilanciato la necessità di un presidio permanente su Ancona per impedire qualsiasi agibilità a CasaPound che, ha messo in guardia Silvana Pazzagli «propaganda idee disumane, contrarie alle idee pre politiche che dovrebbero appartenere a tutti. Continuiamo a vederci per produrre un pensiero alternativo, soprattutto adesso che CasaPound sta facendo inziative, annunciando l’apertura di una sede e preparandosi anche a presentare una lista alle prossime elezioni. Tutto questo non accadrà perché noi ci organizzeremo e ci opporremo».

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